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venerdì 10 gennaio 2014

Italia e Israele insieme per esplorare l'autismo

Domani e domenica, un convegno presso l'Istituto di Ortofonologia di Roma, in collaborazione con il Milman Center di Haifa, per mettere al centro la persona e la dignità umana

 

Roma, (Zenit.org) Anna Fusina 

Esplorare nell’autismo la relazione primaria tra i genitori e i figli coinvolti in un disturbo che ha interrotto in entrambi la capacità di comprensione dello stato mentale dell’altro. Lavorare quindi sul rapporto madre-figlio, padre-figlio, genitori-figlio per superare le difficoltà relazionali nella prima infanzia, che nascono proprio dall’impossibilità del minore di sintonizzarsi con la madre e il padre. È questo il focus del convegno su ‘La nascita del simbolismo nella terapia diadica con il bambino autistico’ che l’Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) promuove nella Capitale domani 11 e domenica 12 gennaio, in collaborazione con il Milman Center di Haifa (Israele), presso l’Istituto comprensivo Regina Elena i(via Puglie 6), dalle ore 9 alle 18.30. A spiegarci i contenuti, gli obiettivi e la storia di questo confronto internazionale è la Dott.ssa Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell’età evolutiva e responsabile del servizio Terapie dell’IdO.
***
Quando è nata la collaborazione tra l’Istituto di Ortofonologia di Roma e il Milman Center di Haifa?
Dott.ssa Di Renzo: Tra l’IdO e il Milman Center esiste una profonda e antica corrispondenza culturale, che sul piano operativo si sta concretizzando da circa due anni attraverso una serie di scambi culturale nostri ad Haifa e loro qui a Roma. In sostanza stiamo cercando di seguire ed articolare una ricerca sul campo che possa contemplare sia i bambini israeliani che italiani. Vogliamo confrontare dati e verificare in modo incrociato i vari interventi, impostando osservazioni comuni per appurare la possibile efficacia delle terapie attraverso uno scambio di strumenti di valutazione. Ad esempio, noi abbiamo portato in Israele il nostro Test sul contagio emotivo (Tce) per valutare il livello di empatia dei bambini seguiti all’interno del Milman Center. D’altro canto, ad Haifa stanno conducendo studi approfonditi sul Manuale diagnostico psicodinamico per mettere in comune invece le conoscenze specifiche di ciascuno.
Qual è la terapia proposta dal centro israeliano?
Dott.ssa Di Renzo: Nel Milman Center si segue un approccio diadico di stampo psicoanalitico. Per dimensione diadica si intende la relazione primaria, perché nel modello israeliano la terapia funziona attraverso incontri madre-figlio, padre-figlio e genitori-figlio così da trovare quella sintonia primaria di ciascun genitore con il bambino e poi della coppia genitoriale con il figlio. Questo approccio favorisce l’attenzione congiunta e mette in moto nel piccolo quel processo di simbolizzazione della capacità cognitiva che nasce dalla dimensione affettiva. Quindi al Milman Center lavorano prima sulla relazione e poi sull’aspetto cognitivo. Nell’intervento che domani terrà Ayelet Erez, psicologa clinica dell’età evolutiva e dell’educazione nonché membro della Clinica per la psicoterapia psicodinamica dell’età evolutiva del Ministero della Salute di Haifa, l’attenzione verrà infatti puntata sul come l’organizzazione cognitiva sia intrinsecamente connessa alla dimensione affettiva. Mi spiego, si lavora affinché sia il bambino a mettere in moto la propria cognizione evitando di dargli concetti già pronti dall’esterno, perché deve essere il piccolo ad arrivare a una sua concettualizzazione per sviluppare quei meccanismi di generalizzazione che sono alla base di qualunque espansione cognitiva.
I due istituti hanno le stesse finalità ma adoperano approcci differenti?
Dott.ssa Di Renzo: Il Milman Center si concentra appunto sulla terapia diadica, intrecciando all'esperienza clinica lo studio dello sviluppo infantile e le teorie relative al disturbo dello spettro autistico. Il suo modello terapeutico fa diventare la casa un laboratorio di vita per le famiglie con bambini autistici. Così, per promuovere la relazione primaria, gli israeliani sottolineano l’importanza di lavorare con i genitori partendo proprio dall’accoglienza delle famiglie e ricreando nel loro centro un habitat che riprende l’ambiente della casa. In questo modo i terapeuti potranno fornire alle famiglie gli strumenti per vivere al meglio la quotidianità. Il tutto all’interno delle molteplici attività proposte dal Milman, che vanno dalla logopedia alla musicoterapia. L’IdO focalizza invece la terapia su un lavoro corporeo che permette al bambino di muoversi verso il mondo per dare un significato alle proprie operazioni e raggiungere così l’integrazione tra i vari aspetti sensoriali e tra la sensorialità e la cognizione. Attualmente il nostro istituto segue oltre 100 bambini autistici attraverso il progetto Tartaruga, che prevede un approccio terapeutico intensivo, integrato e psicodinamico volto a coinvolgere la triade bambino, famiglia e scuola all’interno di numerose attività. Da noi le madri e i padri sono sempre parte attiva della terapia, ma come genitori non come terapeuti, e devono essere aiutati dai terapeuti a sentirsi genitori dei loro bambini.
Cosa si aspetta da questo convegno internazionale?
Dott.ssa Magda Di Renzo: Ci aspettiamo che si rimettano al centro il valore e la dignità dell’individuo e che la patologia non faccia dimenticare che c’è un bambino con le sue potenzialità, i suoi limiti, il suo carattere e le sue specificità. E tutto questo vale anche per i genitori. Mi auguro che il nostro convegno permetta nuove riflessioni, aprendo il dibattito a una dimensione che non sia solo sintomatica. Vogliamo garantire che la ricerca scientifica rimanga sempre aperta e pluridisciplinare su questo disturbo per ridare valore a tutti i contenuti umani della relazione, che non devono essere dimenticati neanche nelle patologie più gravi. Dobbiamo sottolineare l’importanza del rispetto dell’individualità di ogni bambino e della specificità di ogni famiglia, perché venga riposta enfasi sul come aiutare i genitori ad entrare in risonanza con i loro figli. Dobbiamo aiutare le madri e i padri a riflettere sul significato del comportamento dei loro figli anche se autistici, perché c’è sempre un significato anche nella patologia. Infine, mi auguro che questa apertura sia finalizzata a far capire che la diagnosi nell’autismo debba essere qualitativa e non solo quantitativa, tenendo conto di tutti gli aspetti di una persona per non rischiare di dare la stessa diagnosi a bambini tra loro profondamente differenti. Introdurre elementi qualitativi, che prevedono il modo in cui il piccolo si relaziona, significa ridare spessore al bambino che altrimenti rischierebbe di rimanere appiattito da un’etichetta, tanto più se grave.

 

 

Sanita': al via sabato convegno italo-israeliano sull'autismo


ROMA. La casa quale laboratorio di vita per le famiglie con bambini autistici. È il modello terapeutico che il Milman center di Haifa (Israele) presenterà a Roma sabato e domenica (11 e 12 gennaio), in occasione della conferenza internazionale sull’autismo promossa dall’Istituto di Ortofonologia (IdO) e dedicata ad esplorare la relazione primaria tra i genitori e i figli coinvolti in un disturbo che ha interrotto in entrambi la capacità di mentalizzazione (di comprensione dello stato mentale dell’altro). Sarà un week end all’insegna di un confronto scientifico aperto, che avrà luogo presso l’Aula magna dell’Istituto comprensivo Regina Elena in via Puglie 6, dalle ore 9 alle 18.30. Ad aprire il convegno sarà il deputato Paola Binetti, neuropsichiatra infantile, impegnato da tempo a garantire su questo disturbo una ricerca scientifica pluridisciplinare. Per promuovere quindi la relazione primaria (madre-figlio, padre-figlio e genitori-figlio), gli israeliani sottolineano l’importanza di lavorare con i genitori partendo proprio dall’accoglienza delle famiglie. In sostanza hanno ricreato nel loro centro un habitat che riprende l’ambiente della casa, sviluppando uno spazio che consenta ai terapeuti di fornire alle famiglie gli strumenti per vivere al meglio la quotidianità. Sono infatti previste zone dove si mangia insieme o ambienti condivisi per la socializzazione, come se fossero dei salotti. Il tutto all’interno delle molteplici attività proposte dal Milman center, che vanno dalla logopedia alla musicoterapia.

“Non bisogna dimenticare i genitori - spiega Magda Di Renzo, responsabile del Servizio terapie dell’IdO - perché nell’autismo è presente la difficoltà del bambino ad attivare la responsività materna. Parliamo di soggetti con sviluppo atipico, per questo la madre deve essere aiutata a sintonizzarsi con il figlio che normalmente non si sintonizzerebbe”. L’IdO attualmente segue oltre 100 bambini attraverso il progetto Tartaruga. Un approccio terapeutico intensivo, integrato e psicodinamico volto a coinvolgere la triade bambino, famiglia e scuola all’interno di numerose attività. I relatori della due giorni saranno Ayelet Erez, psicologa clinica dell’età evolutiva e dell’educazione (Israele); Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell’età evolutiva; Hanna Kaminer, psicologa clinica e dello sviluppo (Israele); Motti Gini, psicologo dello sviluppo (Israele); Yaniv Dolev Edelstein, psicologo clinico (Israele). Durante la conferenza verranno proiettati dei video che consentiranno di mettere a fuoco “la nascita del pensiero simbolico all’interno di un’interazione significativa”. Al termine del convegno verrà rilasciato un attestato di partecipazione ma, dato il numero limitato di posti, è necessario registrarsi.

Fonte: Il Velino.it 



martedì 24 dicembre 2013

Gli Angeli sulla Terra

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Si racconta che un giorno dal cielo il Signore Iddio stava osservando come si comportavano gli uomini sulla terra. Fra loro regnava la desolazione.
«Sono più di 5 miliardi gli uomini sulla terra e ancora sembrano pochi per accogliere tutta la grandezza dell’amore» disse fra sé.
Vide che vi erano tanti fratelli in guerra; sposi e spose che non si sopportavano più; ricchi e poveri che si disprezzavano divisi fra loro; sani e ammalati lontani e indifferenti gli uni dagli altri; netta separazione e distinzione tra liberi e schiavi…
Un bel giorno il Signore riunì un esercito di angeli e disse loro:
«Avete visto gli esseri umani? Hanno bisogno di aiuto! Sarà necessario che voi andiate giù sulla terra in mezzo a loro».
«Noi?» chiesero gli angeli preoccupati ed emozionati, anche se pieni di fede.
«Sì – continuò il Signore – voi siete proprio le persone adatte. Nessun altro potrebbe assolvere l’incarico che sto per darvi. Ascoltate: quando ho creato l’uomo, l’ho fatto ad immagine e somiglianza mia, ma con talenti speciali per ognuno. Ho desiderato differenze fra loro, perché tutti insieme formassero il Regno. Così ho progettato per loro il mio piano. Alcuni dovevano essere molto ricchi per poter dividere le proprie ricchezze con i poveri; altri dovevano godere di buona salute per poter aver cura degli ammalati. Alcuni dovevano essere saggi e altri molto semplici, per manifestare tra loro sentimenti di amore, di ammirazione e di rispetto. I buoni dovevano pregare per coloro che si comportavano come se fossero cattivi. Il paziente e mansueto doveva tollerare il nervoso e collerico… ma… ma tutto questo non è stato!
Voglio fermamente che il mio piano si realizzi, perché desidero che l’uomo possa godere, già nella sua esistenza sulla terra, la felicità eterna. Per realizzarlo voi andrete laggiù sulla terra con loro!»
«Ma di che si tratta?» domandarono gli angeli un po’ inquieti.
Allora il Signore spiegò ogni cosa:
«Siccome gli uomini hanno dimenticato che li ho creati distinti e diversi tra loro, perché si completassero gli uni gli altri così da formare il corpo del mio amato Figlio, e inoltre sembra che non si rendano conto che io li voglio differenti perché raggiungano la perfezione, voi stessi andrete sulla terra con loro dotati di varie “distinzioni”».
E diede a ciascuno il suo incarico:
«Tu avrai memoria e capacità di concentrazione superlativa: sarai cieco.
Tu avrai pensieri profondi, scriverai libri, sarai poeta: avrai paralisi cerebrale infantile.
A te darò il dono dell’amore personificato, ci saranno molti altri come te su tutta la terra e non ci sarà distinzione di razza, perché tutti avranno la faccia, gli occhi, le mani e il corpo come se fossero fratelli di sangue: avrai sindrome di Down.
Tu sarai piccolo di statura, ma la tua simpatia e il tuo senso dell’umore arriveranno fino al cielo: sarai osteocondrodisplasico (di bassa statura).
Tu userai la creazione nel mondo, che io ho pianificato per gli uomini. Avrai un’alterazione mentale e mentre gli altri si preoccuperanno per i progressi scientifici e tecnologici, tu ti arricchirai osservando una formica, un fiore. Sarai felice, molto felice, perché amerai tutti e non giudicherai nessuno. Vivrai sulla terra, ma la tua mente si manterrà in cielo: preferirai ascoltare la mia voce piuttosto che quella degli uomini: avrai autismo.
Tu sarai abile come nessun altro: sarai focomelico e farai tutto con le gambe e con la bocca.
Infine all’ultimo angelo disse:
Tu sarai un genio, ti toglierai le ali prima di andare sulla terra e andrai laggiù con la spina dorsale aperta, gli uomini ripareranno il tuo corpo però dovrai darti da fare per trionfare: avrai mielomeningocele, che significa “miele venuto dal cielo”».
Gli angeli si sentirono felici con le “distinzioni” del Signore, però provarono grande pena al pensiero di doversi allontanare dal cielo per compiere la loro missione e chiesero al Signore:
«Quanto tempo dovremmo vivere senza vederti? Quanto tempo lontano da te?»
«Non preoccupatevi, starò con voi tutti i giorni. Comunque al massimo questa esperienza durerà dai sessanta agli ottanta anni terrestri».
«Sta bene, Padre. Sarà come tu dici. 80 anni sono un istante nell’orologio eterno, ci rivedremo qui tra poco!» dissero gli angeli all’unisono e discesero sulla terra emozionati.
Ognuno giunse al ventre di una madre. Lì si formarono durante 6, 7, 8 o 9 mesi. Alla nascita furono accolti con profondo dolore, causarono paura e angustia.
Alcuni genitori ricusarono il peso e il compito, altri l’accettarono come allibiti, altri si sentirono in colpa fino a rompere il matrimonio e dividersi e altri ancora piansero con amore e accettarono il loro dovere.
In ogni modo, qualunque sia stata la sorte di ciascuno, siccome gli angeli conoscono la loro missione e possiedono le virtù della fede, della speranza e della carità – e tante altre ancora, tutte governate dall’amore – hanno saputo perdonare ed ora con grande pazienza passano la vita illuminando tutti coloro che hanno voluto amarli.
Continuano a giungere angeli sulla terra con spiriti superiori in corpi limitati e continueranno ad arrivare finché ci saranno uomini sul pianeta.
Dio vuole che stiano tra noi per darci l’opportunità di lavorare per loro, di imparare da loro. Lavorare è servire, servire è vivere, vivere è amare, perché la vita ci è stata data per questo. «Colui che non vive per servire, non serve per vivere».

Fiaba sudamericana
Traduzione di don Mario Castagnini

mercoledì 9 ottobre 2013

Cura innovativa per l'autismo. Sul Lario l'esperta mondiale


autiCOMO. Arriva l'esperta mondiale nel trattamento dell'autismo con l'innovativo metodo "Dir Floortime". Si chiama Maria Teresa Sindelar e sarà protagonista di un convegno sabato prossimo, 12 ottobre, all'hotel Cruise di Montano Lucino. Titolo: "Il metodo Dir Floortime nei disturbi della comunicazione e della relazione nello spettro autistico". Oltre a Maria Teresa Sindelar, interverrà Patricia Cogram che presenterà i primi risultati della nuova ricerca metabolica nell'autismo, da lei promossa in Argentina (con Università Chile, Max Plank Institute). L'evento è organizzato dalla cooperativa Il Biancospino, in occasione del decennale di costituzione, e verrà realizzato anche grazie al contributo dell'Istituto San Carpoforo di Como che ha destinato all'iniziativa i proventi dello spettacolo "Il re leone", interpretato dai ragazzi dell'istituto lo scorso anno. L'evento è patrocinato dalla giunta di Regione Lombardia e dal Comune di Como, sarà presente il presidente della commissione regionale Sanità Fabio Rizzi e l'assessore ai Servizi sociali del capoluogo, Bruno Magatti. Il convegno rilascia i crediti formativi ECM in collaborazione con l'ufficio formazione dell'azienda ospedaliera Sant'Anna. Numerosi gli iscritti, provenienti da tutta Italia e dalla vicina Svizzera ( numeri sopra le aspettative vista la tematica molto tecnica e specifica). Prevista anche la presenza di una famiglia, proveniente dalla Sardegna, che testimonierà la propria esperienza con l'adozione del metodo "Dir" per il percorso di cura del piccolo Riccardo, bambino affetto da sindrome dello spettro autistico. (M. Sad.)


Fonte:
La Provincia di Como del 09-10-2013


martedì 9 luglio 2013

Autismo,oltre un caso su 5 forse legato a anticorpi materni

Questi passano placenta e vanno a disturbare sviluppo cervello

(ANSA) - ROMA, 09 LUG - Fino a oltre un caso di autismo su 5 potrebbe essere indotto da anticorpi materni che penetrano la placenta e vanno a disturbare lo sviluppo fetale. E' quanto suggerisce uno studio condotto da Melissa Bauman dell'universita' di Davis in California e pubblicato sulla rivista Translational Psychiatry che ha coinvolto 246 madri di bimbi autistici e 149 madri di bimbi sani. Gli esperti hanno iniziato questo studio nel 2008 lavorando su primati non umani (scimmie Rhesus) e dimostrato che i cuccioli di scimmie esposti a una specifica famiglia di anticorpi durante la gravidanza mostrano i segni comportamentali e neurali dell'autismo. Durante la gravidanza e' normale che gli anticorpi materni passino attraverso la placenta per proteggere il feto. Ma nei loro studi sulle mamme i californiani si sono accorti che le mamme con figli autistici hanno nel sangue un particolare tipo di anticorpi, un gruppo di immunoglobuline-G, assente invece nelle mamme con figli sani usate come gruppo di controllo. Come suggerito anche dagli esperimenti su scimmie questi anticorpi una volta passata la placenta vanno a disturbare lo sviluppo fetale invece di proteggere il feto (si chiamano piu' correttamente autoanticorpi). Gli esperti hanno analizzato il sangue delle mamme con bimbi autistici confrontandolo con campioni di sangue delle mamme di controllo ed hanno visto che solo nel sangue delle prime sono presenti gli autoanticorpi. Secondo gli esperti questa forma di autismo legato ad autoanticorpi materni potrebbe dar conto del 23% di tutti i casi di tale malattia. Lo studio e' importante non solo per l'alta rilevanza (oltre un caso su cinque di autismo potrebbe essere causato dagli anticorpi materni) ma anche perche' potrebbe portare a test prenatali e di diagnosi precoce.(ANSA).
 
Fonte: notizie.virgilio.it

mercoledì 29 maggio 2013

Allarme autismo: terapie molecolari la cura del futuro




Press-IN anno V / n. 1209

Avvenire del 28-05-2013

ROMA. Dai tre o quattro casi ogni 10mila bambini del 1985, siamo arrivati oggi a uno su 100: l’autismo ormai non è più una patologia rara. Si manifesta attorno ai tre anni con la difficoltà a intrecciare relazioni, fino al completo isolamento. Molti i fattori di questo allarmante boom: una delle cause è il concepimento in età sempre più adulta, ma è probabile che molti casi di autismo in passato venissero classificati come generico ritardo mentale. Il fattore preponderante all’origine della sindrome è genetica, ma esistono fattori ambientali come alcune infezioni virali o l’esposizione a farmaci anti-epilettici o a determinati pesticidi nei primi mesi di gravidanza.
Grandi speranze arrivano dalla ricerca. Il professor Antonio Persico, neuropsichiatra infantile e ricercatore dell’Università Campus Bio- Medico di Roma, spiega che, grazie ad analisi genomiche e sequenziamento di singoli geni, «tra alcuni anni grazie alle nuove terapie molecolari personalizzate saremo in grado di curare in modo risolutivo l’autismo nel singolo paziente». Oggi le terapie sono soprattutto comportamentali e psico-educative, solitamente a carico delle famiglie che spendono dai 900 ai 1.700 euro al mese.
Anche per venire incontro a queste esigenze a Milano è nato il centro Mafalda Luce - di pertinenza del Campus Bio-Medico - un modello che mira all’eccellenza in diagnostica, assistenza clinica, ricerca e formazione. Il Campus fa parte del consorzio incaricato dall’Ue di produrre protocolli diagnostici e terapie molecolari personalizzate. L’Unità ambulatoriale di Neuropsichiatria dell’infanzia del Campus, che opera presso il centro Luce, fornisce prestazioni mediche e psicodiagnostiche.
Per sostenere questa iniziativa l’Associazione 'Amici dell’Università Campus Bio-Medico onlus' promuove fino al 1° giugno una raccolta di fondi. Si possono donare 2 euro attraverso sms oppure 2 o 5 euro chiamando da rete fissa il numero 45502.

di Luca Liverani