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martedì 7 ottobre 2014

“E IO QUANDO SONO ADULTO? POTENZIALITÀ E RICERCA”


Convegno sulla Sindrome di Down in occasione della Giornata Nazionale della Persona Down

SCARICA IL MODULO DI ISCRIZIONE 
Download dal sito ceps.it
  da inviare a ceps@ceps.it

E io quando.

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Sarà disponibile un servizio baby sitter gratuito. Si prega di indicare, all’atto dell’iscrizione, età e numero bambini per cui si intendere richiedere assistenza.

lunedì 28 aprile 2014

Madre e figlio: tra concepimento e nascita

Il prossimo 10 maggio a Bassano del Grappa un convegno con il contributo di medici e giuristi

di  Debora Maria Marcon 

L'appuntamento è a Bassano del Grappa il 10 maggio 2014 presso l’Aula Magna  dell’Ospedale San Bassiano e rappresenta un’indagine concreta su un tema ragguardevole: Madre e figlio: tra concepimento e nascita.


Il convegno nasce dall’esigenza di condivisione e approfondimento su questioni di innegabile interesse come la sterilità o la diagnosi prenatale con qualificati e competenti contributi di medici e giuristi. Sono stati assegnati dalle commissioni competenti ben 9 crediti ECM per il personale sanitario e 3 crediti formativi per gli avvocati.
Interverranno il prof. Giuseppe Noia, responsabile del servizio di diagnosi prenatale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, il prof. Riccardo Marana, professore di fisiopatologia della riproduzione umana presso la stessa università con l’andrologo dott. Giuseppe Grande, il dott. Giuseppe Anzani, già presidente del tribunale di Como, l’On. Carlo Casini, Presidente della Commissione Affari Costituzionali del Parlamento Europeo, l’On. Gianluigi Gigli, ordinario di neurologia all’Università di Udine e membro della Commissione Sanità della Camera dei deputati, il dott. Antonio Oriente, direttore del Dipartimento Materno-Infantile della Azienda Sanitaria Provinciale di Messina.
L'iniziativa cade nel trentacinquesimo anno di attività del Centro di Aiuto alla Vita di Bassano del Grappa. Dal 1979 l'associazione, che opera in difesa e a sostegno della maternità, per la gioia grande delle mamme, ha aiutato a nascere 1730 bimbi, destinati a non essere tra noi. I traguardi non si vincono, si costruiscono e, certo, l’impegno e la dedizione dei volontari ha reso possibile tale traguardo.
L’organizzazione dell’evento ha visto lavorare fianco a fianco il personale sanitario, medico e non, dell’ULLS n. 3 di Bassano del Grappa con i volontari del locale Centro di Aiuto alla Vita. Coordinatori scientifici dell’evento sono il dott. Gabriele Falconi, ginecologo presso il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale San Bassiano, don Saverio Crestanello, responsabile della Pastorale della Salute dell’ULSS n.3, e l’avvocato Gabriele Alessio consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Bassano del Grappa. Coordinatore organizzativo il dott. Ezio Santagiuliana, funzionario dell’ULSS n.3.

Fonte: Zenit.org

 

 

sabato 26 aprile 2014

A Roma anche Suor Cristina Acquistapace



M

Al convengo del 3 maggio a Roma sarà presente anche Suor Cristina Acquistapace.
Sono nata nel 1972 con la Sindrome di Down; a quel tempo, non vi erano le associazioni che esistono ora: con me, c’erano solo mia madre e mio padre e intorno a noi c’era l’ignoranza umana. Questa, comunque, non ha avutoinfluenze realmente negative. Ho proceduto nella frequenza delle scuole dalla materna alla superiore. Grazie a mamma e papà che non mi hanno segregato in casa o inviato in un istituto ma, al contrario, mi hanno messo in contatto con la gente, in breve tempo mi sono fatta molti amici e mi sono anche innamorata, imparando cose importanti.
Ho potuto andare a trovare mia zia che è suora missionaria in Kenya.
Di fronte a una così grande povertà, mi sono sentita fortunata e felice. E’ stato così bello! Un’esperienza che non vorrei cambiare con nessun riconoscimento, ma è impossibile renderla solo attraverso le parole; voi dovete vedere con i vostri occhi, proprio come ho fatto io. La sindrome di Down, anche se ha costituito talvolta per me un peso, nel mio modo di pensare non ha mai costituito una maledizione bensì una benedizione (grazia); forse è stata una prova per vedere se, nonostante tutto, io possa vivere una vita piena, una vita come tutti gli altri.
Io sono convinta che vi sia stato anche un incentivo per me stessa, nel dimostrare che sono come chiunque altro, una specie di sfida, dopotutto. Non mi sento diversa da nessuno. Mi sono sempre considerata come gli altri in quanto, come tutti, io sogno, spero e desidero, provo dei sentimenti, gioco. In una sola parola, io vivo.
Le persone con Sindrome di Down hanno i medesimi diritti e doveri degli altri: forse non possono fare alcune cose, ma sono in grado di farne altre. Io, per esempio, non mi metto in testa di guidare l’automobile in quanto, per i miei problemi di vista, non sarei in grado di farlo ma persevero nel sostenere di essere idonea a prestare aiuto agli altri in quanto so che sono in grado di farlo.
Le persone danno prova di intelligenza nel momento in cui accettano i loro limiti e investono le loro energie e capacità in quanto sono in grado di fare. Nel mio futuro, vi sono molte aspirazioni; una di queste, è quella di prendere i voti e dedicarmi interamente alla scelta religiosa. Anzitutto, perchè sento di essere stata chiamata e in secondo luogo, perchè c’è troppa povertà nel mondo: povertà spirituale, soprattutto, e la Chiesa ha bisogno di me, delle mie preghiere e della mia dedizione incondizionata.

Suor Cristina Acquistapace

Fonte: La Roccia Splendente

Ripreso da: www.notizieprovita.it

martedì 22 aprile 2014

Convegno Nazionale per la Vita: "Dai una chance ad ogni vita"



CONVEGNO NAZIONALE PER LA VITA
Roma, 3 Maggio 2014
Ateneo Pontificio Regina Apostolorum
Dai una chance ad ogni vita

Mattina
Sessione medica (9.30-12)

Relatori: Bruno Mozzanega (medico, MpV), Antonio Maria Oriente (medico, AIGOC), Maria Luisa Di Pietro (medico bioeticista, Università Cattolica del Sacro Cuore), Gonzalo Miranda (bioeticista,Upra), Nicola Natale (medico, Scienza &Vita Milano), Renzo Puccetti (medico, Scienza & Vita Pisa), Giuseppe Spimpolo (docente Istituto per la regolazione alla Sessualità e alla Fertilità).

Sessione giuridica (9.30-12):

Relatori: Miguel Ayuso (Pontificia Università Comillas di Madrid, presidente Unione Internazionale Giuristi Cattolici), Gianfranco Amato (Giuristi per la vita), Luca Galantini (Uer), Alberto Gambino (Uer), Alfredo Mantovano (magistrato), Francesca Romana Poleggi (Notizie Pro Vita), Livio Podrecca (Unione Giuristi Cattolici).

Pomeriggio
Tavola rotonda per giovani (ore 15-17.30)

Ospiti: Elena Albani (Nuovi Orizzonti), Padre Ernesto Caparros (IVE), Massimo Gandolfini (neuroscienziato, vice presidente Scienza & Vita nazionale), Roberto Marchesini (psicoterapeuta), Assuntina Morresi (Comitato Di Mamme ce n’è una sola).

Sessione plenaria (ore 15-18.30)

Relatori: Cristina Acquistapace, Luigi Amicone (settimanale Tempi), padre Maurizio Botta, Riccardo Cascioli (La Nuova Bussola), Benedetta Frigerio (giornalista), Flora Gualdani (Casa Betlemme di Arezzo), Luca Volontè (Fondazione Novae Terrae), Xavier Dor e altri…

Tutti i lavori sono aperti al pubblico
Per info: perlavita2014@gmail.com

Clicca qui per la locandina dell’evento

venerdì 10 gennaio 2014

Italia e Israele insieme per esplorare l'autismo

Domani e domenica, un convegno presso l'Istituto di Ortofonologia di Roma, in collaborazione con il Milman Center di Haifa, per mettere al centro la persona e la dignità umana

 

Roma, (Zenit.org) Anna Fusina 

Esplorare nell’autismo la relazione primaria tra i genitori e i figli coinvolti in un disturbo che ha interrotto in entrambi la capacità di comprensione dello stato mentale dell’altro. Lavorare quindi sul rapporto madre-figlio, padre-figlio, genitori-figlio per superare le difficoltà relazionali nella prima infanzia, che nascono proprio dall’impossibilità del minore di sintonizzarsi con la madre e il padre. È questo il focus del convegno su ‘La nascita del simbolismo nella terapia diadica con il bambino autistico’ che l’Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) promuove nella Capitale domani 11 e domenica 12 gennaio, in collaborazione con il Milman Center di Haifa (Israele), presso l’Istituto comprensivo Regina Elena i(via Puglie 6), dalle ore 9 alle 18.30. A spiegarci i contenuti, gli obiettivi e la storia di questo confronto internazionale è la Dott.ssa Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell’età evolutiva e responsabile del servizio Terapie dell’IdO.
***
Quando è nata la collaborazione tra l’Istituto di Ortofonologia di Roma e il Milman Center di Haifa?
Dott.ssa Di Renzo: Tra l’IdO e il Milman Center esiste una profonda e antica corrispondenza culturale, che sul piano operativo si sta concretizzando da circa due anni attraverso una serie di scambi culturale nostri ad Haifa e loro qui a Roma. In sostanza stiamo cercando di seguire ed articolare una ricerca sul campo che possa contemplare sia i bambini israeliani che italiani. Vogliamo confrontare dati e verificare in modo incrociato i vari interventi, impostando osservazioni comuni per appurare la possibile efficacia delle terapie attraverso uno scambio di strumenti di valutazione. Ad esempio, noi abbiamo portato in Israele il nostro Test sul contagio emotivo (Tce) per valutare il livello di empatia dei bambini seguiti all’interno del Milman Center. D’altro canto, ad Haifa stanno conducendo studi approfonditi sul Manuale diagnostico psicodinamico per mettere in comune invece le conoscenze specifiche di ciascuno.
Qual è la terapia proposta dal centro israeliano?
Dott.ssa Di Renzo: Nel Milman Center si segue un approccio diadico di stampo psicoanalitico. Per dimensione diadica si intende la relazione primaria, perché nel modello israeliano la terapia funziona attraverso incontri madre-figlio, padre-figlio e genitori-figlio così da trovare quella sintonia primaria di ciascun genitore con il bambino e poi della coppia genitoriale con il figlio. Questo approccio favorisce l’attenzione congiunta e mette in moto nel piccolo quel processo di simbolizzazione della capacità cognitiva che nasce dalla dimensione affettiva. Quindi al Milman Center lavorano prima sulla relazione e poi sull’aspetto cognitivo. Nell’intervento che domani terrà Ayelet Erez, psicologa clinica dell’età evolutiva e dell’educazione nonché membro della Clinica per la psicoterapia psicodinamica dell’età evolutiva del Ministero della Salute di Haifa, l’attenzione verrà infatti puntata sul come l’organizzazione cognitiva sia intrinsecamente connessa alla dimensione affettiva. Mi spiego, si lavora affinché sia il bambino a mettere in moto la propria cognizione evitando di dargli concetti già pronti dall’esterno, perché deve essere il piccolo ad arrivare a una sua concettualizzazione per sviluppare quei meccanismi di generalizzazione che sono alla base di qualunque espansione cognitiva.
I due istituti hanno le stesse finalità ma adoperano approcci differenti?
Dott.ssa Di Renzo: Il Milman Center si concentra appunto sulla terapia diadica, intrecciando all'esperienza clinica lo studio dello sviluppo infantile e le teorie relative al disturbo dello spettro autistico. Il suo modello terapeutico fa diventare la casa un laboratorio di vita per le famiglie con bambini autistici. Così, per promuovere la relazione primaria, gli israeliani sottolineano l’importanza di lavorare con i genitori partendo proprio dall’accoglienza delle famiglie e ricreando nel loro centro un habitat che riprende l’ambiente della casa. In questo modo i terapeuti potranno fornire alle famiglie gli strumenti per vivere al meglio la quotidianità. Il tutto all’interno delle molteplici attività proposte dal Milman, che vanno dalla logopedia alla musicoterapia. L’IdO focalizza invece la terapia su un lavoro corporeo che permette al bambino di muoversi verso il mondo per dare un significato alle proprie operazioni e raggiungere così l’integrazione tra i vari aspetti sensoriali e tra la sensorialità e la cognizione. Attualmente il nostro istituto segue oltre 100 bambini autistici attraverso il progetto Tartaruga, che prevede un approccio terapeutico intensivo, integrato e psicodinamico volto a coinvolgere la triade bambino, famiglia e scuola all’interno di numerose attività. Da noi le madri e i padri sono sempre parte attiva della terapia, ma come genitori non come terapeuti, e devono essere aiutati dai terapeuti a sentirsi genitori dei loro bambini.
Cosa si aspetta da questo convegno internazionale?
Dott.ssa Magda Di Renzo: Ci aspettiamo che si rimettano al centro il valore e la dignità dell’individuo e che la patologia non faccia dimenticare che c’è un bambino con le sue potenzialità, i suoi limiti, il suo carattere e le sue specificità. E tutto questo vale anche per i genitori. Mi auguro che il nostro convegno permetta nuove riflessioni, aprendo il dibattito a una dimensione che non sia solo sintomatica. Vogliamo garantire che la ricerca scientifica rimanga sempre aperta e pluridisciplinare su questo disturbo per ridare valore a tutti i contenuti umani della relazione, che non devono essere dimenticati neanche nelle patologie più gravi. Dobbiamo sottolineare l’importanza del rispetto dell’individualità di ogni bambino e della specificità di ogni famiglia, perché venga riposta enfasi sul come aiutare i genitori ad entrare in risonanza con i loro figli. Dobbiamo aiutare le madri e i padri a riflettere sul significato del comportamento dei loro figli anche se autistici, perché c’è sempre un significato anche nella patologia. Infine, mi auguro che questa apertura sia finalizzata a far capire che la diagnosi nell’autismo debba essere qualitativa e non solo quantitativa, tenendo conto di tutti gli aspetti di una persona per non rischiare di dare la stessa diagnosi a bambini tra loro profondamente differenti. Introdurre elementi qualitativi, che prevedono il modo in cui il piccolo si relaziona, significa ridare spessore al bambino che altrimenti rischierebbe di rimanere appiattito da un’etichetta, tanto più se grave.

 

 

Sanita': al via sabato convegno italo-israeliano sull'autismo


ROMA. La casa quale laboratorio di vita per le famiglie con bambini autistici. È il modello terapeutico che il Milman center di Haifa (Israele) presenterà a Roma sabato e domenica (11 e 12 gennaio), in occasione della conferenza internazionale sull’autismo promossa dall’Istituto di Ortofonologia (IdO) e dedicata ad esplorare la relazione primaria tra i genitori e i figli coinvolti in un disturbo che ha interrotto in entrambi la capacità di mentalizzazione (di comprensione dello stato mentale dell’altro). Sarà un week end all’insegna di un confronto scientifico aperto, che avrà luogo presso l’Aula magna dell’Istituto comprensivo Regina Elena in via Puglie 6, dalle ore 9 alle 18.30. Ad aprire il convegno sarà il deputato Paola Binetti, neuropsichiatra infantile, impegnato da tempo a garantire su questo disturbo una ricerca scientifica pluridisciplinare. Per promuovere quindi la relazione primaria (madre-figlio, padre-figlio e genitori-figlio), gli israeliani sottolineano l’importanza di lavorare con i genitori partendo proprio dall’accoglienza delle famiglie. In sostanza hanno ricreato nel loro centro un habitat che riprende l’ambiente della casa, sviluppando uno spazio che consenta ai terapeuti di fornire alle famiglie gli strumenti per vivere al meglio la quotidianità. Sono infatti previste zone dove si mangia insieme o ambienti condivisi per la socializzazione, come se fossero dei salotti. Il tutto all’interno delle molteplici attività proposte dal Milman center, che vanno dalla logopedia alla musicoterapia.

“Non bisogna dimenticare i genitori - spiega Magda Di Renzo, responsabile del Servizio terapie dell’IdO - perché nell’autismo è presente la difficoltà del bambino ad attivare la responsività materna. Parliamo di soggetti con sviluppo atipico, per questo la madre deve essere aiutata a sintonizzarsi con il figlio che normalmente non si sintonizzerebbe”. L’IdO attualmente segue oltre 100 bambini attraverso il progetto Tartaruga. Un approccio terapeutico intensivo, integrato e psicodinamico volto a coinvolgere la triade bambino, famiglia e scuola all’interno di numerose attività. I relatori della due giorni saranno Ayelet Erez, psicologa clinica dell’età evolutiva e dell’educazione (Israele); Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell’età evolutiva; Hanna Kaminer, psicologa clinica e dello sviluppo (Israele); Motti Gini, psicologo dello sviluppo (Israele); Yaniv Dolev Edelstein, psicologo clinico (Israele). Durante la conferenza verranno proiettati dei video che consentiranno di mettere a fuoco “la nascita del pensiero simbolico all’interno di un’interazione significativa”. Al termine del convegno verrà rilasciato un attestato di partecipazione ma, dato il numero limitato di posti, è necessario registrarsi.

Fonte: Il Velino.it 



lunedì 18 novembre 2013

"La questione del gender tra natura e cultura"

Convegno interdisciplinare di studio organizzato martedì 19 novembre dall'Istituto "Mulieris dignitatem" per lo studio dell'unidualità uomo-donna




Roma, 16 Novembre 2013 (Zenit.org) |

La questione del genere è senza dubbio uno degli ambiti di maggiore dibattito e confronto all’interno della cultura e della società contemporanee. Al di là delle specificità dei molteplici approcci, uno dei nodi della questione riguarda il rapporto (nella costruzione dell’identità personale) tra la datità bio-narrativa, ricevuta da altri, e la libertà individuale, che da un lato orienta la datità stessa ma che dall’altro è anche plasmata da quest’ultima, in particolare proprio nella possibilità dell’esercizio delle sue funzioni. In altre parole, il presente convegno intende offrire un contributo alla discussione del rapporto tra creatività personale nell’edificazione della propria soggettività e le componenti biologiche, psicologiche, storiche e sociali che ciascuno di noi è. Sono esse solo un vincolo per la libertà, qualcosa che va a tutti i costi superato (grazie agli sviluppi tecnici, psicologici, medici, ecc.) o sono delle possibilità, dei doni da accogliere affinché la persona raggiunga la propria pienezza, in una relazione di libera accoglienza e adesione al dono che ognuno di noi è per se stesso, in quanto regalo di altri?
Il convegno, alla luce dell’antropologia cristiana e di un esercizio della riflessione teoretica e pratica illuminato dall’accoglienza della rivelazione di Colui che è l’uomo perfetto, il Signore Gesù Cristo (GS 22), intende entrare in questo dibattito facendo proprie le parole di papa Francesco nella sua enciclica Lumen fidei (34), da lui stesso ripresa nella recente lettera a Eugenio Scalfari: «Poiché la verità testimoniata dalla fede è quella dell’amore “risulta chiaro che la fede non è intransigente, ma cresce nella convivenza che rispetta l’altro. Il credente non è arrogante; al contrario, la verità lo fa umile, sapendo che, più che possederla noi, è essa che ci abbraccia e ci possiede. Lungi dall’irrigidirci, la sicurezza della fede ci mette in cammino e rende possibile la testimonianza e il dialogo con tutti”» (Papa Francesco). 
APPUNTAMENTO
Martedì 19 novembre 2013, alle ore 16,00, nell’Aula Sisto V della Pontificia Facoltà Teologica “San Bonaventura” –Seraphicum, Via del Serafico, 1 – 00142 Roma
PROGRAMMA
Saluto e introduzioneDomenico Paoletti
Preside della Pontificia FacoltàTeologica “San Bonaventura”, Roma
RELAZIONI
Sesso, genere e antro-poiesi: tra antropologia e dirittoFrancesco D’Agostino
Università Tor Vergata, Roma
Amare nella differenza. Linee di una teologia del corpoLivio Melina
Preside del Pontificio IstitutoGiovanni Paolo II, Roma
La differenza sessuale: dato costitutivo della psicologia umana. Considerazioni per una psicologia del genere ai tempi dell’identità liquidaMaria Beatrice Toro
Università Lumsa, Roma
MODERATORE
Roberto Tamanti
Pontificia Facoltà Teologica“San Bonaventura”, Roma

giovedì 3 ottobre 2013

" Che cos’è l'uomo perchè te ne ricordi? Genetica e Natura umana nello sguardo di Jérome Lejeune"



volA3-01

" Che cos’è l'uomo perchè te ne ricordi? Genetica e Natura umana nello sguardo di Jérome Lejeune"
E’ questo il titolo della mostra che si terrà dal 7 all'11 ottobre 2013 presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Perugia, Polo didattico Sant'Andrea delle Fratte, edificio A.

La mostra si potrà visitare tutti i giorni dalle ore 9,00 alle 19,00.
Il  7 Ottobre alle ore 17,15 ci sarà l'incontro inaugurale, al quale interverranno il Prof. Pierluigi Strippoli del Dipartimento di Medicina Specialistica, Diagnostica e Sperimentale dell'Università di Bologna e il Dr. Matteo Bianchini, padre di famiglia, che ci racconterà la sua esperienza di genitore di una bambina con sindrome di Down.
La mostra è organizzata dagli studenti dell'associazione Student's Office Universitas.

Desideriamo organizzare quest’evento per far conoscere la figura di Lejeune, il medico che, cercando di individuare l’etiologia della sindrome di Down, ritenne che questa potesse risiedere a livello cromosomico. Nonostante i pochi mezzi a disposizione per le sue ricerche, egli riuscì a delineare il cariotipo trisomico 21 e ad aprire le porte alla genetica moderna. La sua dedizione a tale ricerca è dovuta alla grande passione ed attenzione alla realtà che gli hanno permesso di arrivare alla verità.
Lejeune è stato un ricercatore ma era anche un medico pediatrico: la sua ricerca era mossa dal desiderio di poter curare; e curare significa prendersi cura della persona, di ogni malato.  Tuttavia, con le sue scoperte, si aprì anche la possibilità della diagnosi prenatale e di conseguenza della selezione eugenetica, di fronte alla quale egli prese pubblicamente posizione contro l’aborto.  Questo gli costò l’ostracismo da parte della comunità scientifica, tanto che tuttora la figura di Jérome Lejeune è poco conosciuta.
 Per maggiori informazioni contattare il numero 3206055080 o scrivere a: mostralejeunepg@gmail.com