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lunedì 18 novembre 2013

"La questione del gender tra natura e cultura"

Convegno interdisciplinare di studio organizzato martedì 19 novembre dall'Istituto "Mulieris dignitatem" per lo studio dell'unidualità uomo-donna




Roma, 16 Novembre 2013 (Zenit.org) |

La questione del genere è senza dubbio uno degli ambiti di maggiore dibattito e confronto all’interno della cultura e della società contemporanee. Al di là delle specificità dei molteplici approcci, uno dei nodi della questione riguarda il rapporto (nella costruzione dell’identità personale) tra la datità bio-narrativa, ricevuta da altri, e la libertà individuale, che da un lato orienta la datità stessa ma che dall’altro è anche plasmata da quest’ultima, in particolare proprio nella possibilità dell’esercizio delle sue funzioni. In altre parole, il presente convegno intende offrire un contributo alla discussione del rapporto tra creatività personale nell’edificazione della propria soggettività e le componenti biologiche, psicologiche, storiche e sociali che ciascuno di noi è. Sono esse solo un vincolo per la libertà, qualcosa che va a tutti i costi superato (grazie agli sviluppi tecnici, psicologici, medici, ecc.) o sono delle possibilità, dei doni da accogliere affinché la persona raggiunga la propria pienezza, in una relazione di libera accoglienza e adesione al dono che ognuno di noi è per se stesso, in quanto regalo di altri?
Il convegno, alla luce dell’antropologia cristiana e di un esercizio della riflessione teoretica e pratica illuminato dall’accoglienza della rivelazione di Colui che è l’uomo perfetto, il Signore Gesù Cristo (GS 22), intende entrare in questo dibattito facendo proprie le parole di papa Francesco nella sua enciclica Lumen fidei (34), da lui stesso ripresa nella recente lettera a Eugenio Scalfari: «Poiché la verità testimoniata dalla fede è quella dell’amore “risulta chiaro che la fede non è intransigente, ma cresce nella convivenza che rispetta l’altro. Il credente non è arrogante; al contrario, la verità lo fa umile, sapendo che, più che possederla noi, è essa che ci abbraccia e ci possiede. Lungi dall’irrigidirci, la sicurezza della fede ci mette in cammino e rende possibile la testimonianza e il dialogo con tutti”» (Papa Francesco). 
APPUNTAMENTO
Martedì 19 novembre 2013, alle ore 16,00, nell’Aula Sisto V della Pontificia Facoltà Teologica “San Bonaventura” –Seraphicum, Via del Serafico, 1 – 00142 Roma
PROGRAMMA
Saluto e introduzioneDomenico Paoletti
Preside della Pontificia FacoltàTeologica “San Bonaventura”, Roma
RELAZIONI
Sesso, genere e antro-poiesi: tra antropologia e dirittoFrancesco D’Agostino
Università Tor Vergata, Roma
Amare nella differenza. Linee di una teologia del corpoLivio Melina
Preside del Pontificio IstitutoGiovanni Paolo II, Roma
La differenza sessuale: dato costitutivo della psicologia umana. Considerazioni per una psicologia del genere ai tempi dell’identità liquidaMaria Beatrice Toro
Università Lumsa, Roma
MODERATORE
Roberto Tamanti
Pontificia Facoltà Teologica“San Bonaventura”, Roma

sabato 16 novembre 2013

Il concepito è "Uno di Noi"

Il Presidente della Commissione per gli Affari costituzionali del Parlamento Europeo risponde agli appelli del beato Giovanni Paolo II




Cracovia, 16 Novembre 2013 (Zenit.orgAntonio Gaspari 

“Sono commosso di parlare qui a Cracovia, in una sala a fianco della Chiesa della Misericordia, una città dove è stato vescovo Giovanni Paolo II”.
Così l’onorevole Carlo Casini ha iniziato ieri il suo intervento all’Incontro europeo dei movimenti per la vita e per la famiglia, che si sta svolgendo a Cracovia.
L’iniziativa dei cittadini  europei “Uno di Noi”, ha spiegato il Presidente del Movimento per la Vita, è la risposta alla domanda che Giovanni Paolo II rivolse al mondo intero l’8 settembre 1984 a Vaduz, capitale del Principato del Liechtenstein.
Disse il beato Karol Wojtyla: “io vi chiedo che il concepito sia considerato un uomo a tutti gli effetti”
Ebbene, con l’iniziativa europea “Uno di Noi” abbiamo risposto: “Si, Santo padre il concepito è Uno di Noi”.
Dopo aver ricordato che i cittadini italiani hanno contribuito alla raccolta firme con più di  633.000 adesioni, Casini ha precisato che le firme erano molte di più, ma un gran numero erano certificate con la patente come documento di identità, e in questo caso la patente di guida non ha valore identificativo.
Per evitare equivoci, il comitato italiano dell’iniziativa “Uno di Noi” ha selezionato solo le firme certificate con la carta d’identità o il passaporto.
Il Presidente della Commissione per gli Affari Costituzionali del Parlamento Europeo, ha spiegato che proprio come sostenitori della cultura della vita, con l’iniziativa “Uno di noi” si è voluto “fermare il finanziamento della distruzione della vita”.
A proposito del bambino concepito, Casini ha ricordato che il Comitato Nazionale di Bioetica, presieduto dal professor Francesco D’Agostino e con voto unanime ha sottolineato di “riconoscere il dovere morale di trattare l’embrione umano come una persona”. 
“Il Papa venuto da Cracovia è stato un gigante nella difesa della vita”, ha sottolineato Casini, per questo – ha rilevato - che “bisogna riscoprire l’anima dell’Europa”.
Riprendendo le parole che il Papa polacco disse al Movimento per la Vita Italiano nel novembre 1987, Casini ha ricordato: “l’Europa di domani è nelle nostre mani” per questo “Siate degni di questo compito. Lavorate per restituire all’Europa la sua vera dignità quella di essere luogo dove ogni persona è accolta nella sua incomparabile dignità”
L’eurodeputato spagnolo Jaime Mayor Oreja è intervenuto per spiegare come è necessaria una grande cultura per la vita per convincere chi vuole fare dell’aborto un diritto.
Stiamo vivendo tempi nuovi, ha detto Mayor Oreja, e abbiamo bisogno di unire le nostre voci, unità di azione ed una strategia europea.
Esattamente come è stato fatto per l’iniziativa “Uno di Noi”.
L’eurodeputato spagnolo ha sollecitato un’alleanza tra i rappresentanti politici, i mezzi di comunicazione e le associazioni ed i gruppi che si battono per la promozione della vita e della famiglia.