giovedì 3 aprile 2014

Human Life International: in ricordo dei bambini abortiti gettati nel fiume




Sabato 29 marzo, la sede di Human Life International di Roma, in collaborazione con Militia Christi, ha organizzato una manifestazione pro-vita all'Isola Tiberina a Roma in ricordo delle vite perdute attraverso l'aborto. Questo evento commemorativo è iniziato in Italia più di venti anni fa, dopo che si venne a conoscenza che i corpi di alcuni bambini abortiti erano stati gettati nel Tevere dagli ospedali che avevano eseguito gli aborti.L'incontro è iniziato con una breve esortazione, tenuta dal Direttore Esecutivo della sede romana di Human Life International, Mons. Ignacio Barreiro, sull'importanza della battaglia pro-life.
Mons. Barreiro ha poi guidato i presenti, circa 70 persone, nel pregare una decina del Rosario. Dopo diversi altri discorsi pro-vita, la folla è scesa dalla cima della piccola collina in cui si trovava e si è diretta verso la riva del fiume. Mons Barreiro ha benedetto i fiori che sono stati gettati nell’acqua da un ragazzino, Michele, che è stato battezzato e ha ricevuto la Prima Comunione da Mons. Barreiro stesso.
I fiori simboleggiano i bambini che sono stati abortiti, i cui corpi sono stati gettati nel fiume da parte del personale ospedaliero più di vent'anni fa.All'Isola Tiberina c'è un ospedale cattolico, il San Giovanni Calibita, in cui non avvengono aborti. La località in cui i pro-life si sono riuniti è stata scelta per procurare alta visibilità pubblica alla manifestazione, essendo situata in una zona centrale di Roma, vicino al Ponte Garibaldi che unisce il centro di Roma con Trastevere. Ci sono state occasioni in passato in cui i manifestanti sono stati violentemente attaccati, e qualcuno ha avuto anche bisogno di essere ricoverato in ospedale. Ma quest'anno i manifestanti anti-vita erano ragionevolmente tranquilli, con solo un paio di giovani donne pro-aborto che urlavano insulti a distanza.

E 'solo quando abbiamo completamente svaluta
to la dignità della persona umana che l'aborto può essere sostenuto, ed i corpi dei nascituri trattati in modo così irriverente.
Pregate per la tutela della dignità e della sacralità di ogni vita umana dal concepimento fino alla morte naturale, e per la conversione di coloro che sostengono l'aborto.



Traduzione a cura di Anna Fusina per gentile concessione di hli.org
(articolo originale in hli.org)
Fonte: vitanascente.blogspot.it





















mercoledì 2 aprile 2014

Jérôme Lejeune: in cammino sulle orme di San Tommaso Moro



 
Intervista con la postulatrice della causa di canonizzazione del celebre scienziato francese, che ha scelto di seguire Cristo a rischio della sua carriera


E' morto uno dei più grandi scienziati del mondo, ma prima ancora di Dio.
Questa frase può giustamente descrivere Jérôme Lejeune, scopritore della sindrome di Down e padre della genetica moderna: uno scienziato che cadde dall'apice della sua carriera per seguire la sua coscienza e le promesse battesimali al fine di difendere le vite delle persone con sindrome di Down.

Il Servo di Dio Jérôme Lejeune (1926-1994), che ha guadagnato consensi e riconoscimenti internazionali per il suo lavoro nel campo della genetica, amava profondamente i bambini con sindrome di Down, e sperava che la sua scoperta del 1958 avrebbe potuto aiutare a trattare o curare la loro condizione. Ma 10 anni più tardi, il mondo abbraccia
va l'aborto ed usava la sua scoperta nelle diagnosi prenatali per abortire i bambini con sindrome di Down e con altre anomalie cromosomiche.

Nel 1969 Lejeune ricevette il William Allan Award, il premio più prestigioso del mondo per il lavoro nel campo della genetica e ne fece l'occasione per parlare contro l'aborto. Dopo quel discorso, disse a sua moglie: "
Oggi ho perso il mio premio Nobel per la medicina."

La difesa da parte di Lejeune delle persone con sindrome di Down lo ha costretto
alla solitudine all'interno del mondo scientifico. Tuttavia, il Beato Papa Giovanni Paolo II, stese la mano per aiutare lo scienziato francese fondando la Pontificia Accademia per la Vita e lo nominò suo primo presidente, poco prima della sua morte avvenuta nell'aprile 1994 per cancro ai polmoni.

Oggi, Lejeune è sulla strada della santità, poichè la sua causa è stata spostata dall'Arcidiocesi di Parigi a Roma.

Aude Dugast, la postulatrice della causa di Lejeune, ha parlato con il
Register dopo un discorso sulla vita di Lejeune presso il Catholic Information Center di Washington, condividendo alcuni approfondimenti sulla santità eroica di Lejeune e sulla fase del processo di canonizzazione.

(Nota: l'intervista è stata data in francese e in inglese e viene modificata in lunghezza e stile)

Madame Dugast, perché Jérôme Lejeune è un santo così importante per i nostri tempi?

Era veramente un apostolo della carità, un apostolo della vita e apostolo della verità. Oggi, con il nostro mondo attanagliato dalla cultura della morte, abbiamo davvero bisogno di una persona che ci possa indicare la via per fare il meglio che possiamo per gli altri. Egli mostra a tutti gli scienziati e a tutti i medici che fede e ragione sono davvero complementari - che non vi è alcuna contraddizione - e questo è molto importante
oggi. Molte persone pensano che se si vuole essere un santo, allora non si può non essere uno scienziato. Altri dicono che se si vuole essere un buon scienziato o un buon ricercatore, allora non si può essere cattolici. E 'semplicemente pazzesco, terribile. E Lejeune ha dimostrato che ciò non è vero.

Cosa ha ispirato Lejeune a cercare il gene che causa la sindrome di Down?

La sua motivazione era l'amore. Egli si è preso carico di questi bambini, ed era veramente innamorato di loro. Vide che era così dura per loro e voleva veramente rendere la loro intelligenza libera [dalle limitazioni].
Così ha voluto trovare una cura - ma si rese conto che prima di avere la terapia, doveva trovarne l'origine.


Ha mai immaginato, al momento della sua scoperta, che la gente l'avrebbe usata per scopi malvagi?

Oh no, assolutamente! Era il 1958, non vi era alcuna idea
su questo. L'aborto ufficialmente non esisteva nel mondo. Ciò era fuori dai pensieri di tutti. Sir Albert Liley, che ha fornito le diagnosi della sindrome di Down studiando il liquido amniotico, era anche un uomo molto cattolico. Jérôme Lejeune e Sir Albert erano profondamente cattolici e, più tardi, hanno visto che le scoperte che avevano fatto per curare i bambini sono state poi utilizzate per ucciderli. Ciò li sconvolse, e questa è stata la tragedia delle loro vite.

Ha avuto la sensazione che nel tentativo di salvarli, li aveva inavvertitamente condannati?

E 'stato un dolore per lui che la sua scoperta, che aveva fatto per curarli,
sia stata utilizzata per ucciderli.
Non si sentiva responsabile delle loro morti ... ma avendo scoperto la causa della sindrome di Down, sentì la massima responsabilità per le vite di questi bambini.
Era al culmine della sua carriera. Aveva capito che questa decisione di difendere la loro vita sarebbe stata la sua rovina all'interno del mondo scientifico ed accademico?

Sì. Era assolutamente consapevole di questo. Sapeva che aveva molto da perdere, e lui lo perse. In Francia, nel 1970, è stato terribile. C'è stata una grande battaglia
da fare, se si era contro l'aborto!
"A morte Lejeune e i suoi mostriciattoli"- è stato scritto nel laboratorio di Lejeune [da parte di persone che erano contro di lui]. Quando lui prendeva la parola, la gente gli gettava addosso pomodori, la violenza verso di lui era semplicemente incredibile.
Sentiva veramente che non poteva essere tranquillo perché era un medico, il loro difensore naturale e anche un Cristiano. E questo è il punto: avrebbe potuto semplicemente stare zitto e non coinvolgersi personalmente nella battaglia contro l'aborto. Ma ha scelto di parlare, e questo è il punto eroico della sua vita: egli ha scelto di parlare, sapendo che avrebbe perso tutto. A questo punto, possiamo vedere
come egli abbia scelto di seguire Cristo fino alla croce.

La sua santità eroica inizia a questo punto? La sua scelta sembra così simile a quella di San Tommaso Moro...
Amava San Tommaso Moro! Era uno dei suoi santi preferiti - e proprio per questo motivo: San Tommaso Moro ha scelto di seguire la propria coscienza. Per Jérôme Lejeune, era esattamente lo stesso.
Ma non direi che la sua santità
sia iniziata lì. Credo davvero che la sua santità sia iniziata con il battesimo. E ' stato a causa della fedeltà al suo battesimo che quando ha dovuto fare un passo in più, lo ha fatto. Quindi quello che voglio dimostrare è che anche noi possiamo farlo per fedeltà al nostro battesimo.

Come può ispirarci oggi questa testimonianza? Penso che molti di noi segretamente si aggrappano all'idea sbagliata che la santità sia solo per i monaci, suore o sacerdoti.

Precisamente. Intendo dire che è stata solamente la sua fedeltà alla sua promessa battesimale e la sua consapevolezza del Vangelo: "Quello che fate al più piccolo di questi, lo fate a me." Questa è la carità. Ed è stato molto chiaro per lui che non si può dire: "Io credo in Dio! ", e non prendersi cura di questi bambini o addirittura dire che si vuole ucciderli. Perché Dio si è fatto carne – in Gesù - e crediamo che ogni bambino sia fatto a immagine di Dio. E così, se uccidiamo un bambino, noi uccidiamo Dio.
Era assolutamente evidente per lui, e se noi abbiamo fede, deve essere evidente anche per noi. Quindi la lezione è solo
quella di seguire la tua fede, seguire la tua carità. E a volte la carità ti dice: “No, tu non puoi farlo.” E così, a quel punto, si deve scegliere: “Devo seguire la mia coscienza o devo seguire altre cose?” E tutti noi dobbiamo fare questo. Ma Jérôme Lejeune (in un modo molto, molto semplice) ha sempre scelto la sua coscienza.

Come ha fatto il suo matrimonio ad aiutarlo nel suo cammino verso la santità? Le nostre vocazioni sono così essenziali per seguire Gesù Cristo. Lejeune sembrava pensare che sua moglie fosse la sua partner in ogni cosa della sua vita, anche nelle sue scoperte. Come l'ha aiutato questo ad essere santo?

Credo davvero che Jérôme Lejeune non sarebbe stato Jérôme Lejeune senza sua moglie. Sono molto complementari insieme, come fede e ragione! Lei è molto semplice e pratica e molto fedele, e lei ama suo marito, e lui pure amava lei. Hanno deciso insieme di cercare di curare questi bambini quando erano appena fidanzati. Lui non fu mai solo: lei era sempre accanto a lui, sempre per aiutarlo, per sostenerlo. A volte era difficile, soprattutto nelle battaglie politiche, ma lei ha fatto tutto con lui.

Dove si trova il processo di canonizzazione in questo momento?

Il processo è a Roma da due anni. Il processo diocesano è terminato nel 2012. Così, ora ho scritto la Positio, il libro in cui devo dimostrare che Jérôme Lejeune ha praticato tutte le virtù teologali: (fede, speranza e carità), cardinali (giustizia, fortezza, temperanza, prudenza) e le virtù minori: umiltà, povertà, castità, obbedienza.


In questo momento ci sono miracoli che sono stati attribuiti a lui?

Non ancora. In questo momento, abbiamo enormi grazie. Ma non abbiamo ancora un miracolo. Avremo bisogno di un miracolo dopo che la
positio è terminata.

Grazie mille, Signora Dugast. Qualche pensiero finale per i nostri lettori riguardo a come far proseguire il processo di canonizzazione?

Pregate. Pregate per intercessione di Jérôme Lejeune, soprattutto nei periodi di crisi. E' molto importante pregare, soprattutto per un miracolo. Abbiamo bisogno di molti miracoli, in modo da poter scegliere il migliore. E' importante, perché i mass media, in particolare in Francia, faranno
tutto quello che potranno per dire che un miracolo non è un miracolo, che non è vero, ecc. Quindi abbiamo bisogno di pregare perché ci sia dato un miracolo perfetto.

(articolo originale in: National Catholic Register autore: Peter Jesserer Smith)

Traduzione a cura di Anna Fusina per gentile concessione di ncregister.com







Anche Palermo marcia per la Vita

Palermo_Marcia_Vita

Anche da Palermo il mondo provita è in fermento. Moltissime associazioni hanno fondato il Forum Vita Famiglia Educazione che si pone come finalità quella di sensibilizzare la cittadinanza in ordine ad innumerevoli aspetti delle politiche familiari ed educative.
Il prossimo grande appuntamento sarà la Marcia per la Vita che si terrà in Piazza Croci a Palermo il 5 aprile.
Scarica il materiale “APPELLO PER LA MARCIA PER LA VITA” ed il volantino.

Redazione

Fonte:notizieprovita.it

martedì 1 aprile 2014

Bambini abortiti usati come combustibile in Gran Bretagna


Petizione a: Ministero della Salute del Regno Unito

di Matteo Cattaneo

Il Servizio Sanitario Nazionale britannico (NHS) ha appena ammesso che almeno 15.000 bambini abortiti sono stati trattati come "rifiuti ospedalieri" generici, addirittura venendo a volte utilizzati come combustibile per alimentare gli ospedali del Regno Unito.Questa pratica, condotta oltretutto all'insaputa dei genitori (che in alcuni casi desideravano dare sepoltura ai prorpi bambini non nati), rappresenta una incredibile violazione della dignità umana e un'inaccettabile offesa ad essa in nome del rispario energetico.
Il Ministero della Salute (DoH) deve fornire una chiara presa di posizione su questa pratica abominevole. Anche se la pratica è stata considerata inaccettabile e sospesa, deve essere fatto di più.
Chiediamo a Daniel Poulter (Sottosegretario alla Salute) e a Jeremy Hunt (Segretario di Stato alla Salute) di mettere gli amministratori del NHS di fronte alle loro responsabilità per questa pratica deplorevole e vergognosa.

Nota: dopo aver firmato, il nostro sistema invierà automaticamente un messaggio ai due destinatari. Successivamente, riceverai una email da Jeremy Hunt che ti avverte che egli non ha letto il tuo messaggio. Ti invitiamo a ignorare questa comunicazione, dato che sappiamo che egli lo riceverà.

Fonte ed approfondimenti in: citizengo.org/it/6098-bambini-abortiti-usati-come-combustibile-gran-bretagna