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mercoledì 11 giugno 2014

SCIENZA & VITA: CON L’ETEROLOGA LIBERA SI APRONO SCENARI INQUIETANTI. BAMBINI A TUTTI I COSTI? MA NESSUNO PENSA AI FIGLI

“Le motivazioni della sentenza sulla fecondazione eterologa aprono più dubbi che certezze lasciando irrisolti nodi antropologici e sociali di enorme impatto”, commentano Paola Ricci Sindoni e Domenico Coviello, presidente e copresidente nazionali dell’Associazione Scienza & Vita.

“L’ulteriore abbattimento per via giudiziaria della legge 40, scritta dal Parlamento e sancita dalla volontà popolare, apre un grave vulnus alle pratiche democratiche, ormai affidate al responso ideologico dei giudici. Dire che la fecondazione eterologa è ‘espressione della fondamentale e generale libertà di autodeterminarsi’ sta a significare che la cultura dominante nel nostro Paese è drammaticamente propensa a scindere l’autonomia della persona dalla sua responsabilità umana e sociale. L’autodeterminazione infatti si concretizza nel diritto del più forte a scapito del più debole individuando un diritto ‘affievolito’ del nascituro. La mancata genitorialità è un dramma personale e sociale la cui soluzione ha a che fare con politiche di prevenzione e di sostegno, che non si risolvono immaginando un ‘diritto al figlio’. Un conto è generare bambini, un altro è avere un figlio”.

“Non ci sono solo considerazioni etiche. Dalla identificazione dei donatori sino alla fumosa espressione ‘limite ragionevolmente ridotto di largizioni di seme o di ovuli’questa sentenza apre un vuoto normativo e sociale importante. Il limite ‘ridotto’, a quante ‘donazioni’ è estensibile? Quanti figli possono essere generati da un unico datore di gameti e quali saranno le procedure da mettere in atto affinché non vi sia la concreta possibilità dell’unione di due inconsapevoli fratellastri? Fare riferimento a quanto avviene negli altri Paesi, attribuisce in realtà un enorme onere a chi deve intervenire per via legislativa ed effettuare scelte che incidono profondamente sul nostro tessuto sociale e le cui conseguenze saranno tanto più evidenti quando si paleseranno intrecci familiari e giuridici facilmente prevedibili, proprio perché già visti all’estero”.
Fonte: scienzaevita.org


 

mercoledì 9 aprile 2014

SCIENZA & VITA: CADUTO IL DIVIETO ALL’ETEROLOGA AVANZA LA BABELE PROCREATIVA

Comunicato n° 136 del 09 Aprile 2014 

“Con la sentenza della Corte costituzionale, che travalica la funzione politica del Parlamento su temi complessi che riguardano la società civile e i propri modelli di riferimento culturali, prosegue lo smantellamento progressivo a mezzo giudiziario della legge 40. Una normativa forse da rivedere dopo dieci anni, ma che ha avuto il merito di porre un quadro di riferimento scientifico ed etico in tema di procreazione assistita”, commentano Paola Ricci Sindoni e Domenico Coviello, Presidente e copresidente nazionali dell’Associazione Scienza & Vita.

“In tal modo si apre un inesorabile vuoto normativo che prelude al ritorno a quel far west procreatico che in questi ultimi dieci anni era stato possibile contenere. Con la cancellazione del divieto di fecondazione eterologa viene legittimata ogni pratica di riproduzione umana, con il solo pretesto che tutti, comunque, hanno diritto a veder garantiti i propri desideri. La cultura giuridica si rimette in tal senso al dominio della tecnoscienza, legittimandone lo strapotere. Questa sentenza apre inoltre lo scandalo del mercato dei gameti: nessuno garantisce che non avverrà - come già ora all’estero - con lo sfruttamento di chi si trova in difficoltà economiche”.

“Una sentenza nel solco di quella pronunciata ieri in materia di utero in affitto e che, anche in questo caso, rimette in questione i capisaldi della civiltà occidentale al cui interno l’esperienza della trasmissione della vita viene segnata dall’accoglimento del dono senza la pretesa di determinarlo in modo spersonalizzante. In questo modo invece non vi è riguardo per i diritti dei bambini, chiamati al mondo a tutti i costi in virtù di un non identificato ‘diritto alla genitorialità’ ”.
 
Fonte: scienzaevita.orgciazione Scienza&Vita



mercoledì 27 novembre 2013

SCIENZA & VITA: L’EUTANASIA DEI BAMBINI IN BELGIO E’ UNA PROSPETTIVA INTOLLERABILE

Comunicato n° 117 del 27 Novembre 2013 

SCIENZA & VITA: L’EUTANASIA DEI BAMBINI IN BELGIO
E’ UNA PROSPETTIVA INTOLLERABILE

“L’eutanasia è una pratica già non condivisibile quando riguarda soggetti adulti. L’idea di estenderla anche ai bambini è il segno più drammatico di una deriva etica e antropologica cui bisogna opporsi con forza”, commentano Paola Ricci Sindoni e Domenico Coviello, presidente e copresidente nazionali dell’Associazione Scienza & Vita.

“Il ‘pendio scivoloso’ che in questi anni ha portato una parte dell’opinione pubblica ad accettare passivamente modelli culturali legati al primato dell’autodeterminazione della vita, giunge alla sua massima espressione nel negare la dignità della vita ai bambini malati. E’ stato recentemente affermato che l’eutanasia per gli anziani malati è ‘una vergogna del nostro tempo’. Quale parola usare dunque per definire l’eutanasia dei bambini?”

“Come si può ritenere che un minore abbia piena facoltà di discernimento per scegliere in piena autonomia di giudizio una decisione che riguarda il porre fine alla propria vita, soprattutto quando fiaccata dalla sofferenza della malattia? Andrebbero piuttosto potenziate le terapie palliative e antalgiche, oltre che auspicare come tutta la società civile si debba attivare per fornire un reale sostegno al piccolo paziente e alla sua famiglia”.



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