martedì 23 giugno 2015
venerdì 19 giugno 2015
Gender, il 20 giugno in piazza per difendere l'ovvio
18/06/2015 Una mobilitazione trasversale di laici e cattolici per ribadire che una famiglia può generare alla vita solo se è composta da un uomo e una donna. E sostenere il principio della libertà di educazione dei figli dopo che nelle scuole, con la scusa della lotta all'omofobia, si insegna che non c'è differenza tra maschile e femminile
di Antonio Sanfrancesco
Quel genio di Chesterton l’aveva predetto con
l’allegrezza tipica di chi afferma una cosa seria senza essere serioso: «Fuochi
verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno
sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate». Ecco, ci siamo.
Il 20 giugno in piazza San Giovanni a Roma va in scena una mobilitazione trasversale
di famiglie, laici, cattolici, non credenti, singoli, parrocchie e associazioni
(dalla "Manif pour tous" ai comitati "Sì alla famiglia", dal Cammino neocatecumenale all'Alleanza Evangelica italiana fino al
comitato parlamentare per la famiglia con oltre un centinaio di adesioni
trasversali).
Per fare cosa? Per difendere l’ovvio: vale a dire che una
famiglia può generare alla vita un’altra persona solo se è composta
da un uomo e da una donna. E che la strada della rivendicazione del figlio come
diritto assoluto, a tutti i costi, per tutti, porta dritta dritta – nel nome di
un egoismo mascherato da finto buonismo e della solita, stucchevole retorica
dei “diritti civili” – a pratiche pericolosissime e allucinanti come l'utero in
affitto o il mercato in provetta dei figli, nuova inquietante frontiera del business
del futuro che spezzetta l’uomo, letteralmente, lo divide in parti (ovuli,
cellule, embrioni…) e ne fa commercio.
Si scenderà in piazza anche per dire no al disegno
di legge Cirinnà sulle unioni civili (ora in Commissione Giustizia al Senato e
sul quale si comincerà a votare nei prossimi giorni) che prevede l’apertura alle
adozioni gay per via giurisprudenziale con il pericolo più concreto di legittimare
surrettiziamente la pratica dell’utero in affitto.
E poi, last but not least, c’è l’ubriacatura della teoria del gender
che il Papa ha definito più volte una “colonizzazione ideologica”, un
ricatto. Nelle scuole italiane ed europee si è insinuata con la scusa
della lotta all’omofobia scippando ai genitori e alle famiglie la
libertà di educazione dei propri figli, baluardo irrinunciabile di una
società autenticamente liberale e democratica. Insegna, l’ideologia del
gender, che non c’è differenza tra maschile e femminile e che l’identità
sessuale non è un dato di natura, biologico ma una costruzione sociale,
una scelta che il singolo può fare in base ai propri gusti e al
contesto storico-sociale. Il gender, nella sua paradossalità, finora è
riuscito a incidere profondamente sulle scelte politiche del Parlamento
italiano (come dimostra la proposta di legge Scalfarotto
già approvata dalla Camera e ora al Senato) e sull’educazione
scolastica dei ragazzi attraverso una “Strategia nazionale” voluta dal
Governo e diffusa nelle scuole contro l’omofobia, solito grimaldello
agitato come strumento di repressione nei confronti di chi sostiene
un’antropologia diversa.
Nel suo ultimo saggio, Passaggio d'epoca, il sociologo Pietro Barcellona, non certo uno studioso cattolico, scriveva: «Il problema della vita, o meglio del potere sulla vita e del rapporto tra vita e potere, che per un lungo periodo della storia umana è stato relegato alla dimensione privata, è divenuto la posta in gioco del nostro tempo. Il dominio della vita consiste nel sostituire la natura nei meccanismi del vivente, arrivando alla produzione della vita per mezzo della tecnica, attraverso tecniche di manipolazione e di appropriazione del vivente; oltre ad infrangere ogni sacralità della vita, si afferma così un processo di frantumazione dell'individuo, non più percepito come persona organica, in cui gli aspetti psicologici sono indivisibili dal corpo, ma come entità fisica divisibile in più parti e implementabile con reti neurali e microchip». Ecco qual è la posta in gioco del nostro tempo.
Nel suo ultimo saggio, Passaggio d'epoca, il sociologo Pietro Barcellona, non certo uno studioso cattolico, scriveva: «Il problema della vita, o meglio del potere sulla vita e del rapporto tra vita e potere, che per un lungo periodo della storia umana è stato relegato alla dimensione privata, è divenuto la posta in gioco del nostro tempo. Il dominio della vita consiste nel sostituire la natura nei meccanismi del vivente, arrivando alla produzione della vita per mezzo della tecnica, attraverso tecniche di manipolazione e di appropriazione del vivente; oltre ad infrangere ogni sacralità della vita, si afferma così un processo di frantumazione dell'individuo, non più percepito come persona organica, in cui gli aspetti psicologici sono indivisibili dal corpo, ma come entità fisica divisibile in più parti e implementabile con reti neurali e microchip». Ecco qual è la posta in gioco del nostro tempo.
Fonte: famigliacristiana.it
martedì 9 giugno 2015
Il coraggio di Chiara
Tg2000 Il Post - "Il coraggio di Chiara"
Pubblicato il 09 giu 2015
Con
il nostro Tg Post vi raccontiamo la commovente storia di Chiara
Corbella, la giovane mamma romana scomparsa tre anni fa, il 13 giugno
2012, a 28 anni, dopo aver scelto di non curare un tumore per dare alla
luce il figlio. Stefania Squarcia ha raccolto la testimonianza dei
genitori.
venerdì 8 maggio 2015
Mamma di pancia e mamma di cuore

di Anna Fusina
Riportiamo la testimonianza di Monica, mamma di cinque figli
meravigliosi: tre adottivi e due naturali.
Sono mamma di cinque figli meravigliosi e moglie dell’uomo che ho
sposato ormai ventisei anni fa’, nel 1989.
Dopo appena tre anni di matrimonio era talmente grande il mio
desiderio di maternità, che iniziammo subito il lungo cammino verso
l’adozione. Così nel 1994 ci venne destinato un bambino
brasiliano, il nostro primo figlio: Enrico.
Partimmo per il Brasile inconsapevoli di che cosa volesse dire essere
genitori, con la paura di non saper amare abbastanza quel bimbo, non
avendo avuto il tempo di imparare a conoscerlo nei nove mesi di
gravidanza, come solitamente succede. Nel momento in cui ci hanno
dato in braccio Enrico, il nostro cuore si è riempito: avevamo
veramente la sensazione di avere colmato qualcosa di vuoto.
Immediatamente l’abbiamo sentito parte di noi: era proprio nato dal
nostro cuore, quello mio e di mio marito. Ed è stato in quel momento
che personalmente ho capito che non sarebbero bastati nove mesi, come
non ne sarebbero bastati novanta, per essere pronti a fare i
genitori, ma è bastato guardare quel bimbo negli occhi e stringerlo
tra le braccia, per renderci conto di quanto lui avesse bisogno di
noi, così com’eravamo, quanto noi ne avessimo di lui.
Purtroppo nel 1996, dopo neanche due anni, a causa di un tragico
incidente lo perdemmo. Proprio lui, che era la nostra grande ragione
di vita...
In quel momento ci sentivamo persi, ci chiedevamo continuamente
perché proprio a noi, perché proprio Enrico, tanto desiderato e
amato. Ma la fede in Dio ci fu di grande aiuto.
Nel 1999 siamo ripartiti con tanta forza per il Brasile ed abbiamo
adottato il nostro secondo figlio: Leonardo, bambino dolcissimo, che
allora aveva un anno e mezzo ed ora è un ragazzo di diciassette
anni, che ci sta dando tante soddisfazioni.
Dopo Leonardo avevamo ritrovato la serenità ed eravamo così felici
da pensare ad un fratellino o sorellina per lui, così da voler
portare a casa altro amore: è stata la volta della nostra dolcissima
Lidya, che aveva appena sei mesi di vita ed ora ha dodici anni. Una
bambina etiope allora ridotta a pelle e ossa, che sembrava si stesse
spegnendo, ma con la forza dell’amore è rifiorita. Ed ecco che
subito abbiamo scoperto in lei energia pura… Aveva il sole dentro.
Tornati dall’Etiopia, dopo quattordici anni di matrimonio e la
certezza che non avrei potuto avere figli, ho scoperto di aspettare
Linda, per la quale nessuno avrebbe scommesso nulla. Tutti cercavano
di fare in modo che io non mi illudessi di poter portare a termine la
gravidanza, ma io ero serena e convinta che ce l’avremmo fatta. E
così è stato.
Linda è nata nel Novembre 2003, sanissima, e dopo altri due anni è
nato Luca, il 16 Agosto: la stessa data di nascita del nostro piccolo
Enrico…
Oggi ci ritroviamo con una grande famiglia, dove ogni giorno viviamo
emozioni nuove, emozioni che nel tempo saranno l’unica cosa che
resterà nei nostri cuori, insieme all’amore.
Concludo con un mio modo di vedere la maternità.
Penso si possa essere mamme di cuore o mamme di pancia, come piace
dire a me.
Ma, fondamentalmente, basta guardare in fondo agli occhi di un bimbo,
che subito ti rendi conto che saresti disposta a tutto per lui.
In quel momento sei mamma.
Monica
Fonte:
vitanascente.blogspot.it
domenica 3 maggio 2015
Nostra figlia con sindrome di Down: una spirale di amore
di Anna Fusina
Riportiamo la
bellissima testimonianza di Anna, mamma di sei figli, di cui l'ultima
con sindrome di Down.
Era
il 21 novembre 2012,
il giorno della Madonna della salute, festa a me cara. Ero molto
felice: nel mio grembo si stava formando una nuova vita, la nostra
famiglia sarebbe cresciuta!
Sono
andata a fare l’ecografia del terzo mese con il cuore in festa,
serena, tranquilla. Ma il viso della dottoressa che mi percorreva la
pancia con la sonda ecografica mi ha spaventata: lei
era tesa, preoccupata. Mi ha detto che qualcosa non andava, che
appariva un’immagine anomala che poteva associarsi a molte
patologie, anche gravi….
Ho
subito chiamato mio marito, che è corso veloce da me, e, con la sua
mano stretta alla mia, abbiamo ripetuto nuovamente l’ecografia
all’ospedale, dove hanno confermato l’evidenza di una gravidanza
con problemi.
Non
è facile tradurre a parole le emozioni che si provano in simili
circostanze…. gelo, paura, angoscia, totale smarrimento. Ma eravamo
assieme, mio marito e io.
Ci
siamo tenuti stretti le mani e uniti i cuori. E
siamo andati avanti.
Ci
siamo sottoposti alle indagini suggerite dai medici. L’attesa dei
risultati è stata particolarmente dolorosa, perché non sapevamo a
cosa andavamo incontro.
Ricordiamo
con tenerezza il momento in cui ci hanno comunicato la diagnosi.
La
dottoressa era molto dispiaciuta nel comunicarci che la nostra
bambina aveva la Sindrome di Down, ma ricordo che noi, usciti in
corridoio, ci siamo abbracciati stretti e ci siamo sentiti fortunati
che avesse ‘solo’ la sindrome di Down.
Ci
sono famiglie che affrontano
con
coraggio disabilità ben più gravi.
A
noi veniva chiesto di accogliere lei e ci siamo sentiti di dire “Sì”.
A
rafforzare questo “Sì”
sono stati i nostri figli…
E'
stato commovente il momento in cui li abbiamo radunati attorno al
tavolo e abbiamo spiegato che la loro sorellina sarebbe stata
diversa, che avrebbe imparato tante
cose,
ma più lentamente.
Hanno
fatto a gara nell’immaginare cosa ognuno di loro le avrebbe
insegnato! Che dono grande hanno i bambini!
Attraverso
i loro occhi si può guardare senza paura la realtà...
Con
il passare dei giorni, tuttavia, in me, mamma, hanno cominciato ad
alternarsi momenti di fiducia e momenti di sconforto, di
inadeguatezza, di paura. Sono giunta a pensare se sarei stata capace
di volerle bene, se avrei avuto il coraggio di passeggiare con lei
lungo i corridoi dell’ospedale, se mi sarebbe piaciuto il suo
visino diverso...
Mi
chiedevo cosa sarebbe stata in grado di fare, che vita avrebbe
avuto...
Pensieri
scomodi da vivere e da riportare.
Nostra
figlia è
nata un po' prima del previsto.
Nel
suo visino così piccolo, i segni della sua diversità a suscitare
una tenerezza infinita in noi e nel personale medico che ci ha
assistiti...
Ancora
una volta a darci la carica sono stati i nostri figli. Sono arrivati
in camera correndo, se la sono contesa, ripetevano: “Mamma,
è bellissima”, “Mamma,
com'è bella!". L'hanno
portata a turno in giro per i corridoi, tutti fieri. Le persone che
ci vogliono bene, i nostri amici, la nostra comunità, hanno accolto
la nostra bimba con tanto affetto. Diciamo
sempre che la sua nascita ha innescato una spirale d'amore, perché
ci ha fatto sentire tanto amati. Ora la nostra piccola sta crescendo,
sta imparando a fare tante piccole cose, lentamente, con i suoi
tempi. Quando
la vediamo fare qualcosa di nuovo, è una festa! Con lei ogni piccolo
traguardo sembra avere più valore, perché frutto di più fatica...
Una
sera di qualche mese fa,
osservavo la nebbia che ricopriva la pianura, mentre in collina
splendeva la luna e il cielo era punteggiato di stelle. Ho pensato
che in situazioni difficili della vita ci sentiamo smarriti, come se
brancolassimo nella nebbia, e non pensiamo che solo qualche metro più
su ci sono le stelle e la luna e il sereno... Basta
fidarsi, basta guardare un po' in su e avere fede.
Fonte:
vitanascente.blogspot.it
giovedì 30 aprile 2015
Solidali per la vita | L'emozione della vita dal suo inizio
Cav Cornuda
Pubblicato il 23 gen 2015
Video preparato in occasione della Giornata della Vita 2015
Etichette:
anziani,
feto,
figlio embrione,
Gravidanza,
solidarietà,
vita
giovedì 23 aprile 2015
EllaOne, la pillola dei 5 giorni dopo: urge una corretta informazione
di Anna Fusina
Nella seduta della Camera nr. 408 del 14 aprile scorso, l'On. Gian
Luigi Gigli ha presentato un'interrogazione al Ministro della
Salute, Beatrice Lorenzin, relativamente ad ellaOne, la cosiddetta
“pillola dei 5 giorni dopo”.
L'On. Gigli rileva che, con interpellanza urgente dell'8 gennaio
scorso era stata segnalata al Governo l'incongruenza evidente fra
l'informazione contenuta nel foglietto illustrativo del farmaco
ellaOne (Ulipristal acetato, la pillola dei cinque giorni dopo) e
quanto invece emerge dalla letteratura medica e, seppure contraddetto
dalle conclusioni, anche dai documenti ufficiali dell'EMA (Agenzia
europea dei medicinali).
L'On. interpellante sottolinea infatti che ellaOne, presentata come
farmaco che previene l'ovulazione e il concepimento, ha una possibile
efficacia anti-annidamento: può impedire cioè che un figlio già
concepito si annidi nell'utero materno. “I dati in letteratura
medica - aggiunge l'On. Gigli - suggeriscono che proprio questa sia
la modalità d'azione prevalente del farmaco.”
In risposta all'interpellanza dell'8 gennaio, il Ministro della
salute aveva annunciato l'intenzione di effettuare un approfondimento
tecnico presso il Consiglio superiore di sanità allo scopo di
approfondire i profili di sicurezza del medicinale e di esprimersi
nuovamente alla luce della intervenuta variazione a livello
comunitario.
L'On. Gigli osserva che dagli organi di stampa si è appreso che il
parere del Consiglio superiore di sanità è stato consegnato al
Ministro il 10 marzo 2015, ma ad oggi, tuttavia, detto parere non è
stato ancora reso pubblico.
Frattanto, in data 25 marzo 2015, l'AIFA ha deciso di trasformare
l'ulipristal acetato in un prodotto da banco, limitando la necessità di prescrizione medica
alle sole minorenni.
L'On. Gigli ribadisce l'importanza che il parere del Consiglio
superiore di sanità venga reso noto: “Una corretta informazione è
dovuta alle donne, - afferma l'On. interpellante - affinché esse possano conoscere i farmaci che sono messi a loro disposizione:
la scelta, in caso contrario,non sarebbe libera ma condizionata da una falsa informazione. Ne
seguirebbe l'impossibilità di un consenso informato in un campo, quello della procreazione, a elevato
impatto esistenziale”.
“L'informazione – prosegue l'On. Gigli - è altresì
indispensabile per i medici e, più in generale, per tutti gli
operatori sanitari. Non può prescinderne, infatti, un esercizio
della professione che voglia essere libero e consapevole, nonché
rispettoso di una utenza che anche nel ricevere una informazione
corretta e completa deve sentirsi rispettata e resa responsabile.”
L'On. Gigli evidenzia quindi l'opportunità che sia reso pubblico il
testo integrale del parere espresso dal Consiglio superiore di sanità
in data 10 marzo 2015, in risposta ai quesiti illustrati nella
interpellanza citata, e chiede se, in relazione al meccanismo
d'azione di ellaOne, il Consiglio superiore di sanità abbia chiarito
se si possono escludere effetti anti-annidamento e se, per la
similarità con la molecola del mifepristone, sia stato escluso
l'effetto abortivo per assunzione di dosi multiple del farmaco.
Fonte:
vitanascente.blogspot.it
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