Comunicato n° 117 del 27 Novembre 2013
SCIENZA & VITA: L’EUTANASIA DEI BAMBINI
IN BELGIO
E’ UNA PROSPETTIVA INTOLLERABILE
“L’eutanasia è una pratica già non condivisibile
quando riguarda soggetti adulti. L’idea di
estenderla anche ai bambini è il segno più
drammatico di una deriva etica e antropologica cui bisogna
opporsi con forza”, commentano Paola Ricci Sindoni
e Domenico Coviello, presidente e copresidente
nazionali dell’Associazione Scienza & Vita.
“Il ‘pendio scivoloso’ che in questi anni ha portato una parte dell’opinione pubblica ad accettare passivamente modelli culturali legati al primato dell’autodeterminazione della vita, giunge alla sua massima espressione nel negare la dignità della vita ai bambini malati. E’ stato recentemente affermato che l’eutanasia per gli anziani malati è ‘una vergogna del nostro tempo’. Quale parola usare dunque per definire l’eutanasia dei bambini?” “Come si può ritenere che un minore abbia piena facoltà di discernimento per scegliere in piena autonomia di giudizio una decisione che riguarda il porre fine alla propria vita, soprattutto quando fiaccata dalla sofferenza della malattia? Andrebbero piuttosto potenziate le terapie palliative e antalgiche, oltre che auspicare come tutta la società civile si debba attivare per fornire un reale sostegno al piccolo paziente e alla sua famiglia”. |
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Associazione Scienza&Vita
Lungotevere dei Vallati 10, 00186 Roma tel.: 06.6819.2554 fax: 06.6819.5205 e-mail: segreteria@scienzaevita.org |
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mercoledì 27 novembre 2013
SCIENZA & VITA: L’EUTANASIA DEI BAMBINI IN BELGIO E’ UNA PROSPETTIVA INTOLLERABILE
sabato 16 novembre 2013
Il concepito è "Uno di Noi"
Il Presidente della Commissione per gli Affari costituzionali del Parlamento Europeo risponde agli appelli del beato Giovanni Paolo II
Cracovia, 16 Novembre 2013 (Zenit.org) Antonio Gaspari
“Sono
commosso di parlare qui a Cracovia, in una sala a fianco della Chiesa
della Misericordia, una città dove è stato vescovo Giovanni Paolo II”.
Così l’onorevole Carlo Casini ha iniziato
ieri il suo intervento all’Incontro europeo dei movimenti per la vita e
per la famiglia, che si sta svolgendo a Cracovia.
L’iniziativa dei cittadini europei “Uno di Noi”, ha spiegato il
Presidente del Movimento per la Vita, è la risposta alla domanda che
Giovanni Paolo II rivolse al mondo intero l’8 settembre 1984 a Vaduz,
capitale del Principato del Liechtenstein.
Disse il beato Karol Wojtyla: “io vi chiedo che il concepito sia considerato un uomo a tutti gli effetti”
Ebbene, con l’iniziativa europea “Uno di Noi” abbiamo risposto: “Si, Santo padre il concepito è Uno di Noi”.
Dopo aver ricordato che i cittadini
italiani hanno contribuito alla raccolta firme con più di 633.000
adesioni, Casini ha precisato che le firme erano molte di più, ma un
gran numero erano certificate con la patente come documento di identità,
e in questo caso la patente di guida non ha valore identificativo.
Per evitare equivoci, il comitato italiano
dell’iniziativa “Uno di Noi” ha selezionato solo le firme certificate
con la carta d’identità o il passaporto.
Il
Presidente della Commissione per gli Affari Costituzionali del
Parlamento Europeo, ha spiegato che proprio come sostenitori della
cultura della vita, con l’iniziativa “Uno di noi” si è voluto “fermare
il finanziamento della distruzione della vita”.
A proposito del bambino concepito, Casini
ha ricordato che il Comitato Nazionale di Bioetica, presieduto dal
professor Francesco D’Agostino e con voto unanime ha sottolineato di
“riconoscere il dovere morale di trattare l’embrione umano come una
persona”.
“Il Papa venuto da Cracovia è stato un
gigante nella difesa della vita”, ha sottolineato Casini, per questo –
ha rilevato - che “bisogna riscoprire l’anima dell’Europa”.
Riprendendo le parole che il Papa polacco disse al Movimento per la Vita
Italiano nel novembre 1987, Casini ha ricordato: “l’Europa di domani è
nelle nostre mani” per questo “Siate degni di questo compito. Lavorate
per restituire all’Europa la sua vera dignità quella di essere luogo
dove ogni persona è accolta nella sua incomparabile dignità”
L’eurodeputato spagnolo Jaime Mayor Oreja è
intervenuto per spiegare come è necessaria una grande cultura per la
vita per convincere chi vuole fare dell’aborto un diritto.
Stiamo vivendo tempi nuovi, ha detto Mayor Oreja, e abbiamo bisogno di
unire le nostre voci, unità di azione ed una strategia europea.
Esattamente come è stato fatto per l’iniziativa “Uno di Noi”.
L’eurodeputato spagnolo ha sollecitato
un’alleanza tra i rappresentanti politici, i mezzi di comunicazione e le
associazioni ed i gruppi che si battono per la promozione della vita e
della famiglia.
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