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sabato 16 novembre 2013

Il concepito è "Uno di Noi"

Il Presidente della Commissione per gli Affari costituzionali del Parlamento Europeo risponde agli appelli del beato Giovanni Paolo II




Cracovia, 16 Novembre 2013 (Zenit.org) Antonio Gaspari 

“Sono commosso di parlare qui a Cracovia, in una sala a fianco della Chiesa della Misericordia, una città dove è stato vescovo Giovanni Paolo II”.
Così l’onorevole Carlo Casini ha iniziato ieri il suo intervento all’Incontro europeo dei movimenti per la vita e per la famiglia, che si sta svolgendo a Cracovia.
L’iniziativa dei cittadini  europei “Uno di Noi”, ha spiegato il Presidente del Movimento per la Vita, è la risposta alla domanda che Giovanni Paolo II rivolse al mondo intero l’8 settembre 1984 a Vaduz, capitale del Principato del Liechtenstein.
Disse il beato Karol Wojtyla: “io vi chiedo che il concepito sia considerato un uomo a tutti gli effetti”
Ebbene, con l’iniziativa europea “Uno di Noi” abbiamo risposto: “Si, Santo padre il concepito è Uno di Noi”.
Dopo aver ricordato che i cittadini italiani hanno contribuito alla raccolta firme con più di  633.000 adesioni, Casini ha precisato che le firme erano molte di più, ma un gran numero erano certificate con la patente come documento di identità, e in questo caso la patente di guida non ha valore identificativo.
Per evitare equivoci, il comitato italiano dell’iniziativa “Uno di Noi” ha selezionato solo le firme certificate con la carta d’identità o il passaporto.
Il Presidente della Commissione per gli Affari Costituzionali del Parlamento Europeo, ha spiegato che proprio come sostenitori della cultura della vita, con l’iniziativa “Uno di noi” si è voluto “fermare il finanziamento della distruzione della vita”.
A proposito del bambino concepito, Casini ha ricordato che il Comitato Nazionale di Bioetica, presieduto dal professor Francesco D’Agostino e con voto unanime ha sottolineato di “riconoscere il dovere morale di trattare l’embrione umano come una persona”. 
“Il Papa venuto da Cracovia è stato un gigante nella difesa della vita”, ha sottolineato Casini, per questo – ha rilevato - che “bisogna riscoprire l’anima dell’Europa”.
Riprendendo le parole che il Papa polacco disse al Movimento per la Vita Italiano nel novembre 1987, Casini ha ricordato: “l’Europa di domani è nelle nostre mani” per questo “Siate degni di questo compito. Lavorate per restituire all’Europa la sua vera dignità quella di essere luogo dove ogni persona è accolta nella sua incomparabile dignità”
L’eurodeputato spagnolo Jaime Mayor Oreja è intervenuto per spiegare come è necessaria una grande cultura per la vita per convincere chi vuole fare dell’aborto un diritto.
Stiamo vivendo tempi nuovi, ha detto Mayor Oreja, e abbiamo bisogno di unire le nostre voci, unità di azione ed una strategia europea.
Esattamente come è stato fatto per l’iniziativa “Uno di Noi”.
L’eurodeputato spagnolo ha sollecitato un’alleanza tra i rappresentanti politici, i mezzi di comunicazione e le associazioni ed i gruppi che si battono per la promozione della vita e della famiglia.

I movimenti per la vita uniscono l'Europa

A Cracovia l'incontro degli organizzatori della raccolta di firme "Uno di Noi" nei 28 paesi dell'Unione Europea




Cracovia, 15 Novembre 2013 (Zenit.org) Antonio Gaspari

Per un anno intero i movimenti per la vita e per la famiglia si sono mobilitati al fine di raggiungere gli obiettivi dell’iniziativa conosciuta come “Uno di Noi”.
L’iniziativa dei cittadini europei “Uno di Noi” chiedeva alle istituzioni Europee, Commissione e Parlamento, di riconoscere la vita fin dal concepimento, non utilizzare fondi europei per sostenere le associazioni che promuovono l’aborto in Europa e nel mondo e, allo stesso modo, non utilizzare il denaro dei cittadini europei per finanziare ricerche mediche che violano la dignità della vita nascente.
Le istituzioni europee riconoscono le legittimità delle richieste solo se almeno un milione di cittadini di almeno sette paesi dell’Unione le sottoscrivono
In un anno i movimenti per la vita europei hanno raccolto più di un milione e 800 firme nei 28 paesi dell’Unione e 20 paesi hanno superato la quota richiesta dalla Commissione.
Nei giorni 15, 16 e 17 novembre i delegati dei movimenti di ogni Paese che ha contribuito a questo incredibile risultato, si sono riuniti a Cracovia per fare il punto sui risultati dell’iniziativa e per riflettere su come dare una forma di rappresentanza ai cittadini europei che hanno sottoscritto “Uno di Noi”.
Un grande successo, che ha stupito gli stessi organizzatori. Molti all’inizio erano scettici e temevano di non riuscire.
Gregor Puppinck, Presidente del comitato “Uno di Noi” ha detto che “quello che siamo riusciti a raggiungere è un miracolo”.
“La consegna delle firma raccolte – ha spiegato Puppinck - non è la fine di un cammino ma l’inizio di un processo per far sì che la voce di coloro che difendono la vita e la famiglia sia sempre presente “forte e chiara” nelle istituzioni europee”.
Puppinck ha sottolineato che è la prima volta nella storia che i movimenti per la vita europei si riuniscono insieme in un congresso ed ha rilevato la mobilitazione dei cristiani tutti, non solo cattolici ma luterani, evangelici e ortodossi.
“Possiamo raggiungere – ha concluso - un successo legislativo,  possiamo modificare la legge. Abbiamo delle aspettative nei confronti di Commissione e Parlamento e pensiamo che la nuova composizione del Parlamento Europeo sarà più favorevole alle nostre iniziative”.
Maria del Pino Ana Garcia Barrera, coordinatrice esecutiva di “Uno di Noi” ha detto entusiasticamente: “Con un milione e ottocentomila firme, siamo la prima iniziativa dei cittadini europei che ha raccolto un così alto numero di firme in così tanti Paesi”.
“È una vittoria degli europei che difendono i diritti umani e principalmente il diritto alla vita”.
“Il successo di “Uno di Noi” - ha concluso Ana - è un esempio della cultura della vita che unisce i popoli e le Nazioni”. 
 

I soldi degli europei non dovrebbero finanziare l'aborto

Alla riunione dei delegati di "Uno di Noi", l'eurodeputato polacco Konrad Szymanski indica la difesa della vita come via per l'integrazione europea




Cracovia, 15 Novembre 2013 (Zenit.org) Antonio Gaspari 

“Non utilizzate i fondi europei per sostenere gruppi o associazioni che promuovono e sostengono l’aborto in Europa e nel mondo”. Lo ha ribadito oggi l’eurodeputato polacco Konrad Szymanski, nel corso dell’incontro che vede riuniti a Cracovia i delegati dei movimenti per la vita e per la famiglia europei che hanno contribuito al successo dell’iniziativa Uno di Noi.
Szymanski ha esordito affermando che l’iniziativa “Uno di Noi” rivela che il cristianesimo è vitale ed è una delle parti più attive della vita sociale europea. “Anche se non accadesse più nulla - ha precisato - l’adesione popolare all’iniziativa Uno di Noi rappresenta un grande successo, soprattutto in direzione del processo di integrazione europeo”.
Secondo l’eurodeputato polacco, per alcuni gruppi più ideologizzati il successo dell’iniziativa creerà dei problemi, soprattutto nel punto in cui si chiede che non vengano più utilizzate le risorse dei cittadini europei per finanziare gruppi e associazioni che promuovono e sostengono l’aborto in Europa e nel mondo.
“In un momento di crisi come quello attuale, fa impressione vedere che mentre si chiedono sacrifici ai cittadini europei, poi si utilizzano quei fondi per non far nascere bambini e bambine” ha sottolineato Szymanski. “Uno di Noi – ha proseguito - non vuole influenzare i regolamenti dei paesi membri nei riguardi della vita umana ma tale iniziativa può rafforzare e garantire la difesa di diritti fondamentali come è quello della vita”.
“Bisognerà controllare bene le spese dell’Unione europea" ha aggiunto l’eurodeputato, perché "si vogliono utilizzare ingenti fondi anche per esperimenti sui bambini concepiti”. L’onorevole ha spiegato ancora che “questi esperimenti violano la dignità dei nascituri, e, in ogni caso bisognerebbe rifarsi al principio di precauzione così tanto invocato per tutte le ricerche scientifiche relative all’ambiente”.
L’ultimo punto toccato dall’eurodeputato riguarda il processo di integrazione. "Dobbiamo fare attenzione alla credibilità del processo di integrazione" ha affermato, perchè "in diverse parti d’Europa ci sono gruppi che non sono ancora convinti”. A tal proposito, il Parlamento Europeo "dovrebbe guardare con attenzione e interesse all’iniziativa Uno di Noi, perchè ha favorito l’unificazione di gruppi diversi per una Europa della vita”.  “E se il Parlamento pensa di rifiutare tale iniziativa – ha concluso Szymanski - dovrebbe essere cosciente che sta rifiutando le firme e la rappresentanza di almeno due milioni di europei”.

giovedì 17 ottobre 2013

Uno di Noi: Conferenza Stampa a Venezia



ll  18 ottobre   avrà luogo  la conferenza stampa per la conclusione, nella regione Veneto, dell’iniziativa europea del "Comitato europeo delle organizzazioni pro-life" “Uno di Noi”, volta ad ottenere la protezione giuridica della dignità, del diritto alla vita e dell’integrità di ogni essere umano fin dal concepimento.

La conferenza stampa  si svolgerà alle ore 11.30 presso l’Hotel  Russott, via Orlanda 4 – Venezia (tel. 041 5310500 - fax 5312278 ).

Nell’occasione verranno  presentate le adesioni raccolte in Italia ed in Europa  e  verranno forniti i dati della partecipazione all’iniziativa nella regione Veneto.

Introduce:
-         Guido De Candia,  Presidente della Federazione dei Movimenti e Centri di aiuto vita del  Veneto

Partecipano:
- Mariagrazia Colombo,  portavoce del comitato italiano per Uno di Noi
- Giuliana Filipetto e Mario Bolzan, coniugi  Presidenti  del Forum  Veneto               delle  Associazioni Familiari


Per eventuali contatti:

Dott. Guido De Candia- Presidente  Federazione MPVCAV Veneto – cell. 3358347856 - email:    guido.de.candia@alice.it

Prof Giulio Bianchi – Vicepresidente Federazione MPVCAV Veneto –cell. 3402702523 – email:  giulio_bianchi1@tin.it

sabato 14 settembre 2013

Una canzone per "Uno di noi"

 

Intervista con Don Mario Costanzi, autore e compositore del brano

Roma, (Zenit.org) Anna Fusina


“Uno di Noi”: una canzone dedicata all’omonima iniziativa europea promossa dal Movimento per la Vita italiano volta a richiedere all’Europa il riconoscimento giuridico del bambino fin dal suo concepimento.

La musica e il testo sono di Don Mario Costanzi, sacerdote della diocesi di Siena che vive attualmente ad Empoli, dove si occupa di progettazione pastorale in ambito giovanile, nel campo della musica e dello spettacolo.

ZENIT lo ha intervistato.

Don Mario, quando e perché ha iniziato a scrivere canzoni?

Don Mario Costanzi: Ho iniziato a scrivere canzoni molti anni fa, prima della scelta del sacerdozio, e sono portato a scrivere della vita in tutti i suoi aspetti e anche in tutte le sue contraddizioni.
In questa narrazione cerco di far trasparire nel modo migliore, senza trionfalismo ma con chiarezza e lucidità, il mistero di Amore che è Dio, in particolare evidenziando le dinamiche positive che esistono nelle vicende dell’umanità, dei singoli e dei popoli.
Il mio stile musicale si richiama alla scuola cantautorale italiana, con tendenze verso il pop e l’etnico. Scrivo anche per bambini e musical.
Attualmente porto nei teatri uno spettacolo di canzoni ed illustrazioni ispirato al libro “Il Piccolo Principe”.

Come è nata l'idea della canzone “Uno di Noi” e che messaggio vuole dare attraverso di essa?
Don Mario Costanzi: L’idea nasce dal desiderio di dare visibilità a un tema, quello della vita nascente, che spesso rimane sommerso dal clamore di cose più futili ma certamente più alla moda.
Scrivere di un embrione, anzi… scrivere “a” un embrione poteva essere qualcosa di un po’ originale, ed è stata anche una sfida dal punto di vista artistico, ma mi sembrava un modo per scuotere e dire con parole inusuali qualcosa di fondamentale, perché il messaggio potesse arrivare più in esteso possibile.
Il messaggio della canzone è che anche “qualcosa” che apparentemente non ha forma o nome, che non ha capacità di esprimersi e di “gridare il suo nome” è degno di essere rispettato come qualsiasi altro essere umano, perché di fatto già lo è!

Questa bellissima canzone è stata eletta dai  Giovani Prolife del Movimento per la Vita “canzone dell’estate 2013”...
Don Mario Costanzi: Sono contento che questa canzone abbia riscontrato l’entusiasmo del Movimento per la Vita Italiano e soprattutto che i giovani del Movimento, i “Giovani Prolife” la abbiano voluta come leit motif del loro seminario annuale, il Seminario Quarenghi, svoltosi quest’anno a Maratea.
I giovani portano in sé la naturale predisposizione ad essere a favore e accanto alla vita, in tutte le sue forme, compresa quella più debole e indifesa, che è quella nascente, e mi auguro che il loro entusiasmo, magari quello che corre anche sulle note di questa canzone, possa indurre tanti ad appoggiare l’iniziativa e a mettere la propria firma a sostegno di essa!

Guarda qui  video della canzone: http://vimeo.com/62284313#at=0
Firma l'iniziativa qui: http://www.oneofus.eu/it/

Canzone: “UNO DI NOI” (testo):

Cosa sappiamo noi di te che non sai dire tu chi sei
e ci fai chiedere perché la vita non si ferma mai

cosa si muove dentro te che dice quello che sarai
è tutto lì e non c’è un perché anche se piccolo ora sei

ma che mistero questo angolo di vita che si affaccia in questo
mondo che non sembra proprio accorgersi di te

perché tu sei semplice e fragile, sei piccolo ed immenso
tu sei unico come soltanto un uomo può essere, tu sei

UNO DI NOI
e devi vivere qui e questa è già casa tua perché tu sei come noi perché tu seiUNO DI NOI

Ora che vivi dentro noi come si può mandarti via
è proprio vero che ci sei e non è solo fantasia

sei vivo come siamo noi e ognuno può sentirti suo
che cosa importa se non puoi gridare ancora il nome tuo

ma che miracolo questo piccolo cuore che già batte e che si
affaccia in questo mondo che un giardino è per te

perché tu sei semplice e fragile, sei piccolo ed immenso
tu sei unico come soltanto un uomo può essere, tu sei

UNO DI NOI

 e devi vivere qui e questa è già casa tua perché tu sei come noi perché tu sei 
UNO DI NOI

Sogna dai un mondo che ti vuole
costruirai la vita come noi

vieni qui ti stiamo già chiamando
tu che sei tu che sei tu che sei
UNO DI NOI

UNO DI NOI 
e devi vivere qui e questa è già casa tua perché tu sei come noi perché tu sei 
UNO DI NOI

martedì 30 luglio 2013

Una canzone per Uno di noi


https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhQRT-YCHB9K1HacXKwzO-isC8ueKavWaIKm5LoJhS_aRJG8SVSGWGzXODzixPV9GPh3H-AZ_mhKCBaCxS_lnPu0XRBm1wJ_6etsPg-_KxavCiTrviOPgse3jn8-cv9joGwXGipHa8BbV4n/s1600/uno+di+noi.jpg

 

E' on line il video della canzone che accompagnerà i ragazzi del Seminario Quarenghi dedicato all'iniziativa europea Uno di noi: un modo originale per ricordare che ogni essere umano è uno di noi. 

La musica e il testo sono di Mario Costanzi, l'artista toscano si è lasciato ispirare dall'iniziativa delle associazioni prolife europee promossa dal Movimento per la Vita italiano. Una canzone allegra pieno di ritmo e vitalità in sintonia con il messaggio prolife che sicuramente entusiasmerà anche i ragazzi del prossimo Seminario Quarenghi.

I giovani prolife l'hanno già eletta a loro modo la canzone dell'estate 2013, un' estate tutta all'insegna della mobilitazione per permettere alla raccolta firme di raggiungere l'ambito traguardo del milione di firme. Infatti la cifra a sei zeri è necessaria per portare la richiesta del riconoscimento dello statuto giuridico dell'embrione alla discussione delle Commissione Europea.

Guarda il video qui: http://vimeo.com/62284313#at=0
Firma l'iniziativa qui: http://www.oneofus.eu/it/



fonte: giovaniprolife.org

giovedì 18 luglio 2013

XXX LIFE HAPPENING “V. QUARENGHI”



“UNO DI NOI”
Se vuoi la pace difendi la Vita
Centro Congressi Hotel Villa del Mare
Acquafredda di Maratea (PZ)
28 Luglio – 4 Agosto 2013
PROGRAMMA:
Domenica 28 Luglio
21:00 – 22.30 Apertura dei lavori, a cura dell’Equipe Giovani MPV Italiano
·      Saluto delle Autorità: interventi di  Remo Cavicchini, Presidente di FederVita Basilicata, e di Mario di Trani, Sindaco di Maratea.
·      Celebrazione del trentennale
·      Presentazione e inaugurazione del 30° Life Happening
Lunedì 29 Luglio
9.10 – 10.00 Uno di noi: il concepito, l’Europa, la pace
On. Carlo Casini, Presidente Commissione Affari Costituzionali del Parlamento Europeo, Presidente MPV Italiano
10.15 – 11.15 Gruppi di lavoro
11.30 – 12.30 CAV: il trionfo del sorriso della Vita – Bruna Rigoni, delegata per il coordinamento dei Centri di Aiuto alla Vita
21.30 – 23.00 Giochi di gruppo
A seguire discoteca sul terrazzo Ippocampo fino alle h 24
Martedì 30 Luglio
9.10 – 10.00 L’obiezione di coscienza: dal “No alle armi” al “Sì alla Vita”
Dott.ssa Marina Casini, Ricercatrice Istituto di Bioetica Univ. Cattolica Roma
10.15 – 11.15 Gruppi di lavoro
11.30 – 12.30 Approfondimento
16.30 Gita a Maratea
21.00 – 24.00 Pizza party in terrazza
Mercoledì 31 Luglio
9.10 – 10.00 La persona umana, via per la pace
Giuseppe Anzani, Magistrato ed editorialista di Avvenire, Vicepresidente MPV Italiano.
10.15 – 11.15 Gruppi di lavoro
11.30 – 12.30 Equipe del cuore: sorgente di speranza – Equipe Giovani MPV Italiano
16.30 – 18.00 Giochi in spiaggia
21.30 – 24.00 Caccia al tesoro nel centro di Maratea
Giovedì 1 Agosto
8.30  Gita a Padula e Grotte dell’Angelo
21.00 -24.00 Party in spiaggia e grigliata
Venerdì 2 Agosto
10.00 – 11.30 Giochi in spiaggia
15.30 – 16.30 Comunicare la Vita, costruire la pace – Il ruolo dei media
Rosario Carello, Giornalista e Presentatore “A Sua Immagine” – RAI1
16.45 – 17.45 Gruppi di lavoro
18.00 – 19.00 Tavola rotonda - MPV: testimoniare il bambino concepito, “uno di noi”
Educare alla bellezza della Vita – Paola Mancini, Segretaria Generale MPV Italiano
L’impegno del MPV nel dialogo con le Istituzioni – Pino Morandini, Vicepresidente vicario MPV Italiano
Il volontariato per la Vita: una rete a servizio della persona – Roberto Bennati, Vicepresidente MPV Italiano
21.30 – 22.45 Pace e vita in musica
Sabato 3 Agosto
9.10 – 10.00 Se vuoi la pace difendi la Vita: un impegno per l’Europa, una sfida per l’Africa
Mons. Jean Marie Musivi Mupendawatu, Segretario Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari
10.15 – 11. 00 La difesa della Vita, fondamento della medicina,
La medicina a servizio della vita che inizia, Prof. Riccardo Marana, Direttore Istituto Scientifico Internazionale “Paolo VI”
La medicina a servizio della vita che soffre e muore, On. Prof. Gianluigi Gigli, Senatore, Professore di Neurologia all’Università di Udine
11.15 – 12.00 Gruppi di lavoro
12.15 – 12.45 Conclusioni
21.30 – 23.00 Grande festa conclusiva della settimana
23.00 – 24.00 Nutella-party sul terrazzo Ippocampo
PropostE di preghiera e spiritualità
- 28 luglio ore 14.00 collegamento video con Rio de Janeiro per la S. Messa conclusiva della GMG celebrata dal S. Padre Francesco
- 29 luglio ore 16.00: ritrovo in spiaggia e costruzione della Croce
- 30 luglio ore 19.30 S. Rosario per la Vita
- 1 agosto ore 8.00 celebrazione comunitaria delle lodi mattutine
- 2 agosto ore 19.30 S. Messa, celebrate da Mons. Jean Marie Musivi Mupendawatu, Segretario Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari
- 2 agosto h 23.00: Veglia di preghiera e adorazione eucaristica
- 3 Agosto h 19.00S. Messa conclusiva, celebrata da S.E. Mons. Francesco Nolè, Arcivescovo di Tursi-Lagonegro
Alcuni sacerdoti saranno inoltre disponibili per le confessioni.
La S. Messa viene celebrata quotidianamente nella Chiesa parrocchiale di Acquafredda di Maratea. Una navetta con partenza alle 18.45 collegherà l’hotel con la Chiesa.
Focus tematici (a scelta)
 a cura dell’Equipe Giovani del MPV
31 Luglio h 14.45 – 15.30
CORSO: dalla bellezza dell’amore alla scoperta della fertilità
All’interno del Progetto “Crescere insieme” del Movimento per la Vita Italiano ed in concomitanza con il XXX Life Happening “V. Quarenghi”
29 Luglio ore 15.30 – 16.30:
Ragione, sentimento e volontà: le dimensioni dell’amore
Dott.ssa Marina Casini, Ricercatrice Istituto di Bioetica Univ. Cattolica Roma
30 Luglio ore 15.30 – 16.30:
La bellezza della fertilità di coppia
Dott.ssa Paola Pellicanò, Presidente Woomb Italia
31 Luglio ore 15.30 – 16.30:
Educare all’amore per educare alla vita
Dott.ssa Maria Fanti, Presidente CAV Viterbo

Movimento per la Vita Italiano
con la collaborazione di:
FederVita Basilicata
e con il patrocinio di:
Diocesi di Tursi-Lagonegro
Comune di Maratea

Fonte: http://seminarioquarenghi.blogspot.it/

mercoledì 12 giugno 2013

Curare le ferite del post-aborto

Intervista a Benedetta Foà, psicologa, già consulente del CAV Mangiagalli di Milano, da anni impegnata nella cura delle sindromi post-aborto

  di Elisabetta Pittino

ROMA, martedì, 11 settembre 2012 (ZENIT.org) - Ogni donna che si è procurata un aborto, "quando si rende conto che un figlio manca all'appello, e che la responsabilità è propria, sta male fino a cadere in depressione anche a distanza di 10/15 anni".
Lo afferma Benedetta Foà, laureata in psicologia, che ha lavorato come consulente al Cav Mangiagalli. Autrice di Maternità Interrotte, 'manuale' sulle sindromi post-aborto, la dottoressa Foà racconta a ZENIT del suo impegno per curare le ferite delle donne che hanno vissuto l'esperienza dell'interruzione di gravidanza.
***
Dottoressa Foà, lei si prende cura delle donne ferite dall'aborto: cosa è significato per lei, quindi, raccogliere firme per la campagna "Uno di Noi" al Festival dei Giovani di Medjugorje 2012?  E soprattutto perché ha accettato di partecipare a questa missione impegnativa?
Benedetta Foà: Per prima cosa vorrei sottolineare il mio legame con Medjugorie. Vengo in questo luogo di grazia dal 1986, ci ho vissuto quasi tre anni durante il conflitto (1991-96) ed è un paese che per me è “casa”. Detto questo viene automatico che quando il vicepresidente del Movimento per la vita, Elisabetta Pittino, mi ha invitato a dare una mano significativa a questa missione, mi sono sentita “chiamata” ancora una volta a mettere a disposizione le mie conoscenze del posto e a lavorare per la vita.
Il compito era sicuramente impegnativo, soprattutto considerando il clima soffocante, che ben conoscevo, e i milioni di pellegrini di tutte le lingue con cui dover comunicare il messaggio importante che stavamo portando. Certo è che essere a Medjugorje durante il Festival è una grazia di per sé, con tutta quella carica, gioia ed entusiasmo trasmesso dai giovani. Poter lavorare per la vita vuol dire mettere in pratica i messaggi della Madonna, essere le “Sue mani”, come ci chiede nei suoi messaggi. Vivere i suoi messaggi è la cosa veramente importante.
Raccogliere le firme non era il solo scopo, infatti la cosa fondamentale era far sapere a tanti giovani di tutta Europa e del Mondo che i cittadini europei stanno lottando per la vita, che vogliono difendere la vita fin dal suo concepimento e che essa non è un gioco ma è sacra. Questo secondo me è un messaggio forte che va contro corrente, contro il pensiero agnostico di questo momento storico. E' stato bello vedere giovanissimi e non solo, venire muniti di penna e documento “per aiutare” la causa della vita. Personalmente mi hanno commosso particolarmente i ragazzini croati, che pur non essendo “ancora” europei volevano firmare “a tutti i costi”.
Com'è nata la sua vocazione al post-aborto?
Benedetta Foà: La mia vocazione a prendermi cura della donna è nata a Medjugorie. Come ho detto ho vissuto qui quasi tre anni, sono venuta nel 1995 come volontaria a portare aiuti umanitari con e per una associazione chiamata A.R.P.A fondata da A. Bonifacio. Sono stati anni molto duri ma anche tanto fecondi. E' stato durante questo periodo che la parrocchia di Medjugorie ha chiamato in suo aiuto un esperto, il Canadese dottor Philip Ney. Con lui abbiamo fatto un percorso di Counseling specifico su Abuso sessuale e Aborto. Questo seminario ha aiutato tutti (sacerdoti, suore, laici), ma a me ha veramente aperto un mondo fino a quel momento sconosciuto.
Da quel giorno in poi ho studiato l'argomento aborto e le sue conseguenze. All'epoca (parlo di 17 anni fa), in Italia non se ne parlava molto, ma in America e Canada c'erano già molte ricerche relative allo stress post-aborto. Quando mi sono iscritta all'università avevo già chiaro che mi sarei occupata di ricerca e cura del post-aborto. Ora dopo lunghi anni di studi e la laurea in Psicologia Clinica, spero di poter aiutare tanti uomini e donne che soffrono per non aver accettato la vita dei loro figli.
Lei è co-autrice di Maternità Interrotte, un “manuale” sul post-aborto edito dalla San Paolo. Ci parli del suo libro e di quelli che saranno i suoi progetti futuri.
Benedetta Foà: Il libro è stato molto importante perché rappresenta uno dei primi libri pubblicati in Italia da professionisti italiani in cui viene trattato il problema del post-aborto e soprattutto di una possibile cura. Personalmente il futuro è ancora tutto da costruire, ma la strada è spianata. Se va tutto come stabilito nel giro di pochi mesi ci sarà a Milano un centro che si occupa della cura e recupero di coloro che soffrono del trauma identificato con il nome di “stress post-aborto”. Ho dei progetti anche su Medjugorie, infatti nel 2013 si dovrebbe tenere il primo Seminario di guarigione sul post-aborto.
Dall'approvazione della legge 194 del 1978 solo in Italia sembra che ci siano stati 5.000.000 di aborti praticati: questo vuol dire che ci sono altrettante madri/padri che hanno perso uno o più figli. Non tutti stanno male nello stesso modo e con gli stessi tempi, ma quando ci si rende conto che un figlio manca all'appello, e che la responsabilità è propria, molti stanno veramente male. Ho ricevuto telefonate di donne che dopo 10/15 anni di distanza dall'aborto procurato sono cadute in una depressione tale da non riuscire più a lavorare, fino a non riuscire più ad uscire di casa. Lo stress post-aborto esiste ed è molto invasivo, è importante lavorarci con tecniche specifiche perché non è un lutto come gli altri.
Il suo aiuto si rivolge solo alle donne, o anche agli uomini? 
Benedetta Foà: Nonostante possa sembrare meno immediato, anche gli uomini soffrono di stress post-aborto. Anche loro quando si rendono conto che avrebbero potuto avere dei figli e invece non li hanno accolti, soffrono. Il pensiero si blocca e l'aborto che hanno fatto fare alla compagna può diventare un chiodo fisso, tanto da non farli progredire nel loro cammino di vita. Penso che non ci siano altri modi per far conoscere il dramma dell'aborto se non quello di scrivere libri, tenere conferenze e far sapere, soprattutto alle giovani generazioni, che la vita è sacra e va protetta, anche a costo di sacrifici.
Come ci si può mettere in contatto con lei?
Benedetta Foà: Ho iniziato a progettare la mia pagina web, sarà semplice ma dettagliata e chi vorrà trovarmi saprà come farlo. E' chiaro che già da ora per chi volesse dei consigli può contattarmi al mio indirizzo mail: benedetta.foa@libero.it.

sabato 11 maggio 2013

Uno di Noi - Il 12 maggio firma per la Vita


Il 12 maggio nasce in Italia un movimento pro life unitario

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Il sociologo Massimo Introvigne saluta con favore la convergenza tra la Marcia per la Vita e la campagna “Uno di noi”.
Roma, 10 Maggio 2013 (Zenit.org)
Il 12 maggio insieme a Roma migliaia di persone sfileranno nella Marcia per la Vita e in tutte le parrocchie italiane si raccoglieranno le firme per l’iniziativa europea «Uno di noi», che punta a raccogliere un milione di adesioni per chiedere all’Unione Europea di fermare ogni tipo di manipolazione e soppressione degli embrioni umani. «Con il raccordo e la collaborazione tra le due iniziative – afferma il sociologo torinese Massimo Introvigne, nella sua veste di reggente nazionale vicario di Alleanza Cattolica, un’associazione che partecipa sia alla Marcia per la Vita sia a «Uno di noi» – nasce finalmente un movimento pro life unitario anche in Italia, superando vecchie contrapposizioni fra diverse sensibilità».
«Le sensibilità differenti rimangono, ma sono meno importanti dell’obiettivo condiviso di dare un forte segnale che mostri a tutti come in Italia, a somiglianza di quanto avviene in altri Paesi – si pensi alle grandi iniziative negli Stati Uniti e in Francia – esiste un unico, grande movimento pro life che dice no all’aborto, alla manipolazione degli embrioni e all’eutanasia, e di cui le forze politiche non potranno non tenere conto».