di
Anna Fusina
"Unisex
- La creazione dell'uomo senza identità"
è il titolo del saggio scritto da Gianluca
Marletta
ed Enrica
Perucchietti
e pubblicato da Arianna Editrice.
Ne
parliamo con uno dei due autori: Gianluca
Marletta,
professore di Lettere, studioso di antropologia ed autore di numerosi
saggi di successo.
-
Prof. Marletta, stiamo andando verso la creazione di un uomo nuovo,
"senza
identità"?
Prof.
Marletta:
“Stiamo andando” non è forse l’espressione più esatta: non
stiamo andando, ma “ci stanno portando”… non c’è molto di
spontaneo in certi processi culturali. Qui c’è semplicemente il
gigantesco coinvolgimento di poteri forti, autorità politiche e
soprattutto colossi economici che, giorno dopo giorno, spingono verso
una “rielaborazione” dell’idea stessa di umanità. Un’umanità
che si vuole destrutturata e privata d’ogni forma di identità.
Quello
che si cerca di creare è un uomo resettato, quanto più
possibilmente privo di punti di riferimento e di sostegno che siano
la religione, la famiglia, piuttosto che l’identità sessuale…
Per questo motivo, un’ideologia come il “gender”, che propone
l’annichilimento dell’identità, una sessualità fluida, ambigua
e polimorfa, la negazione del dato oggettivo di natura, è così
sostenuta in certi ambienti.
-
Come è nata l'"ideologia gender" e quali sono state le
tappe di questo progetto che vuole l'annullamento delle differenze?
Prof.
Marletta: L’ideologia
gender nasce negli Stati Uniti negli anni '50/'60 ed è, almeno
all’inizio, nient’altro che l’ideologia di riferimento di
alcuni gruppi di femministe e del nascente movimento omosessualista.
Il
“gender” afferma che non esiste un’identità sessuale definita
nell’essere umano, ma che i cosiddetti “generi” (maschio,
femmina, gay, lesbo, transgender) sono solo altrettante
manifestazioni di una sessualità “fluida” e naturalmente
“polimorfa” (non é un caso che John Money, il vero padre del
“gender”, fosse anche un chirurgo specializzato in operazioni di
“cambiamento di sesso”, che lui consigliava ed effettuava anche
su pazienti minorenni e persino su bambini).
Rimasta fino agli
anni '70 un’ideologia ”di nicchia”, il “gender” ha
cominciato a
colonizzare i “piani alti” della politica
americana sotto Bill Clinton e da lì è
entrato all’ONU come
ideologia di riferimento delle grandi “chermesse” internazionali
sulla salute riproduttiva (non a caso, è in quegli anni che il
termine “sesso” viene espunto dai documenti ufficiali e
sostituito col termine “genere”).
-
Assistiamo oggi ad una campagna socio-antropologica e mediatica
finalizzata alla diffusione dell'ideologia gender. Da chi è condotta
e con quali strategie?
Prof.
Marletta: In
Occidente la mobilitazione a favore del “gender” è, al giorno
d’oggi, imponente: si tratta di un’operazione di “manipolazione
di massa” senza precedenti effettuata con tutti i mezzi messi a
disposizione dai media, dalla propaganda e dalla politica.
I
grandi finanziatori sono certamente la Fondazione Rockefeller (già
grande finanziatrice di tutte le campagne abortiste negli anni
'70/'80), i gruppi legati al magnate George Soros, oltre ad altri
grandi trust ed istituti economici del mondo occidentale tra cui
Motorola, Kodak, Goldman Sachs, JP Morgan, Fondazione Ford.
A
nostro parere, lo scopo di tale mobilitazione senza precedenti si
inscrive in
quel progetto di “nuovo ordine mondiale” così
caro ai poteri forti occidentali e
che passa necessariamente per
un ridimensionamento o dissoluzione delle identità di tipo
tradizionale. Distruggere le identità (religiose, umane, sociali)
per
creare un perfetto “melting pot”: questo sembrerebbe
essere l’obbiettivo di certe “élites”.
-
Esistono rapporti tra ideologia gender e pedofilia?
Prof.
Marletta: Secondo
John Money e gli ideologi del “gender”, la pedofilia è solo
un’espressione particolare di una sessualità polimorfa che
dev’essere “vissuta a tutti i livelli e a tutte le età” e
quindi andrebbe accettata. Che gli attuali promotori del gender non
lo dicano in pubblico, credo sia solo per una questione di
“opportunità” e perché, dal loro punto di vista, i tempi non
sono ancora maturi…
Del resto, per anni in Nordamerica
un’organizzazione dichiaratamente pro-pedofila come il NAMBLA
(North America Man&Boy Love Association) ha sfilato ai gay pride,
e ancor oggi, il più importante circolo di “cultura omosessuale”
di Roma è dedicato ad un certo Mario Mieli che nei suoi libri
difendeva a spada tratta la pedofilia come “espressione di
libertà”.
-
Qual è lo scopo del vostro libro?
Prof.
Marletta: Purtroppo
non quello di diventare milionari …visto che il libro è
difficilmente reperibile anche in librerie ben fornite.
Scherzi a
parte, il nostro scopo è essenzialmente quello di informare le
persone
su un tema di grande attualità sul quale, purtroppo,
normalmente si sa ben poco.
E’
necessario comprendere cos’è l’ideologia gender, cosa si
ripropone e quali siano
i suoi obbiettivi per capire che tipo di
mondo stanno preparando per noi e per
i nostri figli.