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venerdì 22 aprile 2016

22 Aprile Giornata Nazionale Salute della Donna con CiaoLapo Onlus

22 Aprile Giornata Nazionale Salute della Donna con CiaoLapo Onlus
Il 22 Aprile 2016 è la Prima Giornata Nazionale della Salute della Donna. A Roma, presso l'Aranciera di San Sisto  si terranno dieci tavoli tematici, e ciascuno affronterà un aspetto della salute femminile. Ci sarà anche il tavolo Sessualità, Fertilità e Salute Materna, cui CiaoLapo desidera fare pervenire alcune richieste, importanti per la salute delle donne, delle madri e delle loro famiglie.  
Beatrice Lorenzin, attuale ministro della Salute, ha chiesto alle cittadine di partecipare attivamente ai dieci tavoli di discussione sulla salute femminile, attraverso l'invio di domande e di riflessioni via web. Non potevamo lasciare inascoltata questa richiesta, ed ecco dunque le nostre 10 proposte, che vi preghiamo di condividere il più possibile nelle vostre pagine, sui vostri canali, usando gli hashtag scelti dal Ministero #SD16 #MAMME #fertilità #mentalhealth aggiungendo #CiaoLapo e alcuni o tutti gli hashtag citati in fondo all'articolo.
I canali social da utilizzare sono questi (twitter e facebook), il programma completo della giornata si può scaricare qui.
Per saperne di più, visitate il sito. 

Premessa

In Italia, 1 gravidanza su sei si conclude purtroppo con una perdita: ogni anno sono circa 150.000 le donne che devono affrontare questo evento, troppo spesso senza alcun sostegno, e troppo spesso subendone pesanti conseguenze, in termini di salute psicofisica.
Questo decalogo riguarda migliaia di famiglie. E' importante che venga letto, recepito e discusso, è importante che questi cambiamenti vengano posti in essere. Le due serie monografiche di The Lancet sulla morte in utero (2011 e 2016), cui CiaoLapo ha partecipato come unica realtà italiana, ci hanno mostrato che per ogni vita salvata, un paese ne ricava un quadruplo guadagno: sopravvivenza e salute della donna, del bambino in utero, del neonato e miglior sviluppo psicofisico del bambino, con un conseguente miglior benessere globale della famiglia. Questo ha importanti ricadute in termini di "risparmio" nella spesa sanitaria e nelle spese assistenziali dello Stato. Quindi, una buona assistenza alle donne in gravidanza conviene davvero a tutti.
Chiediamo dunque al Ministro Lorenzin e al Tavolo di esperti in sessualità, fertilità e salute materna di investire nella salute materno infantile, anche in quella delle 150.000 donne che ogni anno affrontano una perdita per ottenere anche in Italia il quadruplo guadagno.
Noi stiamo già lavorando da 10 anni per questo.

 

I dieci punti per le donne e le famiglie Italiane promossi da CiaoLapo Onlus.

  1.  Applicazione delle Linee Guida Ministeriali sulla natimortalità pubblicate già nel 2008 in tutti i punti nascita italiani;
  2. Adeguato sostegno psicologico e adeguate competenze relazionali da parte di ogni membro dell'equipe curante in tutti i punti nascita, per tutte le donne e i loro compagni, indipendentemente dal tipo di gravidanza (appena iniziata o a termine), di parto (vaginale, cesareo, pretermine o a termine, abortivo o fisiologico), di esito (bambino nato vivo o nato morto);
  3. Adeguata formazione per tutti i membri dell'equipe curante per offrire un sostegno efficace in tutti i casi critici (morte perinatale, diagnosi infausta, patologia fetale, morte fetale, poliabortività, infertilità), nel rispetto delle Linee Guida Internazionali (per approfondimenti consultare i due numeri monografici sulla morte in utero Lancet 2011 e 2016);
  4. Adeguato sostegno all'equipe attraverso audit e sedute di debriefing dopo eventi avversi in sala parto o in TIN per migliorare le
    competenze relazionali del singolo e del gruppo curante, per aggiornare la loro formazione sulla comunicazione e sulla relazione d'aiuto e ridurre il carico di stress e il rischio di burnout;
  5. Adeguato follow-up di tutte le gravidanze sia fisiologiche che a medio ed alto rischio comprese quelle conclusesi con la morte del feto o del neonato, migliorando la rete tra ospedale e territorio in tutte le regioni italiane e lavorando concretamente per ridurre il rischio di depressione post partum o di lutto complicato, sia nella donna che nel partner (esiste la depressione post partum paterna, e spesso si associa a quella materna con ricadute gravissime sulla coppia e sui figli);
  6. Adeguato monitoraggio e sostegno alle gravidanze successive ad una perdita perinatale, con attenzione alla condizione psicologica della famiglia, offrendo un sostegno personalizzato alla madre, stimolando le sue risorse e rispettando la fisiologia ogni volta che si può;
  7. Educazione della popolazione italiana sui fattori di rischio evitabili e non evitabili correlati a perdita perinatale e promozione del cambiamento degli stili di vita associati a esito infausto con apposite campagne informative rivolte ai giovanissimi e ai  giovani;
  8. Riconoscimento del 15 Ottobre come giornata internazionale della consapevolezza e della sensibilizzazione sulla perdita in gravidanza e dopo la nascita in modo da facilitare la rete territoriale, la promozione delle risorse locali attraverso il confronto e lo scambio diretto tra donne, famiglie, operatori dell'area materno infantile e le istituzioni, come da proposta di legge promossa da CiaoLapo Onlus e presentata per la prima volta nel 2012;
  9. Istituzione di un database nazionale che raccolga tutti i dati sulla morte in utero (come già espresso nel modello delle Linee Guida Ministeriali del 2008), così da poter aumentare ed approfondire la conoscenza del fenomeno, valutare tutti i fattori associati e contribuire al corretto inquadramento di ogni singolo caso, al fine di  evitare ricorrenze nelle famiglie a rischio e di raggiungere il tasso statistico di 2 nati morti su 1000, come richiestoci dall'OMS, salvando circa 700 bambini sani ogni anno;
  10. Istituzione di una mappa nazionale dei centri di eccellenza per la ricerca, l'approfondimento diagnostico e la gestione delle gravidanze dopo una perdita perinatale così da permettere ad ogni cittadina di accedere al centro più vicino e più competente secondo i criteri nazionali e internazionali per affrontare la gravidanza successiva in modo il più attento e sereno possibile.
L'Associazione CiaoLapo Onlus da 10 anni rappresenta in Italia circa 10.000 donne colpite da aborto, morte in utero e perinatale. CiaoLapo tutela loro, i loro figli, i loro compagni, le loro famiglie e gli operatori sanitari che le assistono, proponendosi come interlocutore con le realtà scientifiche e assistenziali, le istituzioni e gli enti regolatori per rappresentare la voce dei cittadini e degli operatori dell'area materno infantile nella sfida globale alla riduzione del gap tra il nostro paese e i paesi più virtuosi, per ridurre il numero di eventi infausti e per innalzare gli standard di assistenza. 

Se condividi questi 10 punti, diffondili attraverso i social network usando gli hashtag ufficiali della campagna ministeriale.
Twitter: @SaluteDonnaMin
hashtag: #SD16 #CiaoLapo #MAMME #morteperinatale #saluteperinatale #endingpreventablestillbirths

sabato 23 novembre 2013

Bimbi mai nati: un sito per i bimbi mai nati e i loro genitori


Ci chiamiamo Elisa e Luigi e siamo genitori di un bimbo mai nato: nell’estate 2011, infatti, aspettavamo il nostro bambino che però, purtroppo, alla 9° settimana di gestazione ha smesso di crescere ed è morto.
L’arrivo di Francesco – così abbiamo deciso di chiamarlo, anche se era troppo “piccolo” per conoscerne già il sesso – è stata una gioia immensa e, quando abbiamo saputo della sua morte, ci è crollato il mondo addosso.
Nei giorni che hanno preceduto  il “raschiamento” (revisione della cavità uterina), reso necessario dall’aborto spontaneo, abbiamo pensato che non volevamo che finisse tra i rifiuti ospedalieri: anche se grande solo pochi millimetri, per noi quello era nostro figlio, e volevamo seppellirlo per dargli un degno saluto e avere un posto dove andare a trovarlo.
Non avevamo mai sentito parlare di sepoltura degli embrioni ma, cercando su internet, siamo venuti a conoscenza del D.p.r. 285/’90 che consente, ai genitori che ne fanno richiesta, la sepoltura degli embrioni e dei feti morti entro le 20 settimane dal concepimento (oltre le 28 settimane di età gestazionale è obbligatorio seppellire il bambino mentre, se la morte avviene tra la 20° e la 28° settimana, qualora i genitori non richiedano la sepoltura del feto, questa può comunque essere fatta, a discrezione dell’ospedale).
Attivare la procedura per ottenere la sepoltura di Francesco non è stato facile, a causa delle poche informazioni sul tema e della scarsa conoscenza della legge da parte di molti medici.
Di grande aiuto ci sono stati il sito CiaoLapo, il Servizio Maternità Difficile della Comunità Papa Giovanni XXIII e la direzione sanitaria dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna (ospedale presso cui ho fatto il “raschiamento”) grazie alla quale, dopo varie peripezie, siamo riusciti a seppellire il nostro bimbo.
La sepoltura di Francesco è stato un gesto per affermare la sua dignità di persona, ma anche un grande aiuto nell’elaborazione del lutto: per noi, lui è il nostro angioletto e avere un luogo fisico, oltre che simbolico, dove portargli un saluto ci ha aiutati a recuperare, poco alla volta, il sorriso.
Il cammino che, dal momento della morte ha portato alla sepoltura di Francesco, è stato complesso, ha comportato l’elaborazione interiore di temi e la gestione pratica di aspetti presentati nel sito alle pagine dedicate ai genitori dei bimbi mai nati e alla sepoltura degli embrioni e dei feti.
Durante il nostro percorso abbiamo incontrato alcune persone che ci hanno trattato con distacco, considerando il nostro bimbo come un semplice ammasso di cellule e svuotando la gravidanza di ogni aspetto emotivo e affettivo, ma abbiamo anche conosciuto tante persone straordinarie (personale sanitario, cimiteriale, ecc.) che, con grande umanità e delicatezza, ci hanno informati, orientati, accolti e rispettati nel diritto di scegliere come gestire la perdita del bimbo che aspettavamo.
Dopo questa esperienza riteniamo fondamentale che ogni genitore, nel momento in cui perde un bambino sotto le 20 settimane di età gestazionale, venga tempestivamente informato sulla possibilità di seppellirlo e sulle implicazioni emotive che il lutto in gravidanza comporta, affinchè ciascuno sia libero di gestire e vivere la perdita del proprio bambino nel modo che più corrisponde alla mentalità e alla sensibilità personali.
Con questo sito speriamo di offrire un valido supporto informativo ed emotivo ai genitori che vivono, per fatalità o anche per scelta, la perdita del loro bimbo durante i primi mesi di gestazione.

Elisa e Luigi

Fonte: bimbimainati.org